La Storia
Gli dei pagani sono vivi e campano di espedienti.
Commento
Gli dei, nella visione di Gaiman, sono la proiezione delle cose materiali del mondo, quindi c'è un dio nato
dalle nuove tecnologie, c'è il dio che rappresenta "le città", etc... In qualche modo è in linea con la mitologia
classica, dove c'erano dei del sole e della terra.
American Gods è sbilanciato verso
la teogonia norrena, uno dei personaggi principali è Odino. Tale mitologia nordica, a differenza
di quella greca, è piuttosto plumbea e sanguinaria. Gli dei greci erano decisamente più caciaroni,
interessati più al sesso che alle spada. Di conseguenza anche
American Gods soffre un po'
di questa cappa un po' triste, fatta di teschi, solitudine e sangue. I vecchi dei, come Odino,
ormai sono obsoleti e devono vivere di espedienti, nessuno li adora o porge sacrifici in loro onore, quindi
perdono potere. Nuove divinità, come "internet", stanno diventato sempre più potenti e osannate.
Lo scontro tra il vecchio e il nuovo appare inevitabile.
Data la presenza di tanti elementi fantastici, il romanzo è inevitabilmente visionario. Si passa dal presente
al passatto, dai sogni alla realtà, dalla vita alla morte, con estrema rapidità. Nel complesso
si ha la sensazione di trovarsi ad una versione semplificata di un romanzo di Thomas Pynchon,
fortunatamente per me molto semplificata.
Come spesso accade in questi anni,
American Gods è un ibrido tra fantasy e fantascienza,
forse meno originale di quanto possa apparire a prima vista ma comunque interessante.
Almeno nella traduzione, la scrittura di Gaiman è scorrevole e molto simile a qualsiasi altro
scrittore horror/fantasy americano di successo.
American Gods di Neil Gaiman, Mondadori, collana Piccola Biblioteca Oscar, p. 523, 9.40 euro, 2003
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