C’era una volta la poesia, quella di Dante, Petrarca, Foscolo & Co. Versi immortali e popolari. Insieme alla pittura, i versi hanno rappresentato il grande eterteinement per centinai di anni. Poi sono arrivati il cinema, la televisione, Beatles e Rolling Stones. E la poesia come arte popolare è morta. Ma non del tutto. C'è ancora chi scrive versi, guadagna denaro a palate e milioni di persone ne conoscono ogni singola parola. La musica pop, colta o stupida che sia, che lo vogliate o no, è la forma di poesia dei nostri tempi (o tempora! O mores!).
Perfino il più coriaceo individuo sulla faccia della terra, in qualche momento della sua esistenza, si è consolato con le parole di una canzone. Con i versi oscuri di qualche luttuoso cantautore abbiamo scavato nelle nostre coscienze. Almeno una volta nella vita siamo stati in gita su un pulman a cantare
i Watussi.
E poiché la poesia è morta, e su queste pagine si affronta l'ostico e polveroso argomento "letteratura", dedichiamo qualche parola alla nuova poesia. Affronteremo i testi più criptici, quelli che abbiamo stonato per cent’anni senza chiederci che cosa significassero.
Ovviamente si tratta di un’operazione scorretta, manichea e priva di fondamento. Le canzoni restano magnifiche. I testi spesso lasciano qualche dubbio.
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perché il titolo
Pale Pop?
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