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Canzoni
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The Beatles
di Ian McDonald
Mondadori, collana Oscar saggi, p. 496, 9.40 euro, 1996
The Beatles
Trentuno Canzoni
di Nick Hornby
TEA, collana Saggistitca TEA, p. 169, euro 7,50, 2004
Trentuno Canzoni
C’era una volta la poesia, quella di Dante, Petrarca, Foscolo & Co. Versi immortali e popolari. Insieme alla pittura, i versi hanno rappresentato il grande eterteinement per centinai di anni. Poi sono arrivati il cinema, la televisione, Beatles e Rolling Stones. E la poesia come arte popolare è morta. Ma non del tutto. C'è ancora chi scrive versi, guadagna denaro a palate e milioni di persone ne conoscono ogni singola parola. La musica pop, colta o stupida che sia, che lo vogliate o no, è la forma di poesia dei nostri tempi (o tempora! O mores!).
Perfino il più coriaceo individuo sulla faccia della terra, in qualche momento della sua esistenza, si è consolato con le parole di una canzone. Con i versi oscuri di qualche luttuoso cantautore abbiamo scavato nelle nostre coscienze. Almeno una volta nella vita siamo stati in gita su un pulman a cantare i Watussi.
E poiché la poesia è morta, e su queste pagine si affronta l'ostico e polveroso argomento "letteratura", dedichiamo qualche parola alla nuova poesia. Affronteremo i testi più criptici, quelli che abbiamo stonato per cent’anni senza chiederci che cosa significassero.
Ovviamente si tratta di un’operazione scorretta, manichea e priva di fondamento. Le canzoni restano magnifiche. I testi spesso lasciano qualche dubbio.
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