La StoriaIntrighi e misteri della politica italiana anni 90
Commento
Sequel, frose epilogo, di
Romanzo Criminale,
Nelle Mani Giuste si svolge principalmente durante il periodo “tangentopoli/manipulite” fino alla “discesa in campo” di Berlusconi.
Nelle Mani Giuste abbandona la bildung dei teppisti di quartiere, la parabola dell’amicizia e i progetti visionari del precedente romanzo. Si chiude in spazi angusti, molti appartamenti, eleganti e non, si chiude in storie claustrofobiche e solitarie, dominate dai tormenti amorosi di Scialoja e Patrizia/Cinzia. Sullo sfondo, ma sarebbe più corretto dire che lo sfondo è il primo piano, una serie infinita di fatti di sangue, complotti e misteri italiani.
Un continuo elencare che, a tratti, può risultare un po’ stancante. Uno stile che sembra ispirarsi al solito James Ellroy (ormai viene citato più di Manzoni), quindi aggiungerei David Peace, tanto per tentare un tocco di originalità. DeCataldo scrive pagine complesse con parole “semplici”. Da questo punto di vista.
Nelle Mani Giuste mi sembra decisamente più curato di
Romanzo Criminale, sperimentazione degna di nota che vale la lettura, tuttavia l’operazione è forse troppo razionale per risultare sempre emozionante.
Anche questo romanzo ha il pregio di affrontare argomenti difficili, contemporanei, scomodi oscuri che hanno afflitto l’Italia dal dopoguerra in poi, non ci sono proprio “nomi e cognomi” ma è facile intuirli. Putroppo, come sempre in questi casi, rimangono sempre tante domande e poche risposte.
Nelle Mani Giuste di Giancarlo De Cataldo, Einaudi, collana Stile Libero Big, p. 340, 15.80 euro, 2007
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