Dies Irae

diesiraeGenna alla ricerca de I Miei Luoghi Oscuri alla Ellroy. Il punto di partenza è la tragedia di Afredino,
notte nella quale la Storia d’italia cambiò direzione, entrava in una nuova era: gli anni ottanta. Anni ottanta che significano: Craxi, pubblicitari, televisioni commerciali, “Milano da Bere”, affari facili, Ronald Regan, paninari, droga, etc… Un sistema che crolla tra le macerie del muro di Berlino nel novembre 1989. Gli anni novanta irrompono con la fine della guerra fredda, tangentopoli, la fine del potere pentapartitico e l’avvento di Forza Italia. Il visto attraverso gli occhi e il punto di vista dello scrittore
Il risultato è un libro affascinante, scombinato, debordante, ipertrofico. Un romanzo nel quali i confini tra autore reale e io narrante sono volutamente ambigui e incerti. Nel pozzo artesiano che ha risucchiato Alfredino, Genna vede risucchiato se stesse e tutto il paese in cui vive, un punto di non ritorno. Teorizza complotti, interpreta gli avvenimenti di un quarto di secolo di Storia, vicende epocali e piccole dolorose storie quotidiane si intrecciano. Più romanzi all’interno di Dies Irae, un pezzo di fantascienza, una quasi riscrittura di Cristiana F. Noi i Ragazzi dello Zoo di Berlino, thriller, genitori e figli, amori e relative delusioni, esoterismo, dietrologia e psicosi: tutto insieme.
Bello o brutto non so, sicuramente coraggioso. Forse consigliabile solo a chi è nato intorno al 1970 e ha vissuto e vive a Milano. Genna ha verità da comunicare su tutto, dalla politica alla letteratura, se la prende con McIwan e con se stesso, nel capitolo finale scrive la critica a Dies Irae stesso.
La prima metà del romanzo dedicata agli anni otttanta è formidabile; il decennio successivo si perde tra troppi OMISSIS e i meandri e lamenti di Giuseppe Genna, forse sono questi anni a perdersi troppo su stessi, autoreferenziali.
La vicenda di Alfredino è uno spunto allegorico, nonostante ciò che promettono i risvolti di copertina i misteri non vanno oltre ciò che hanno scritto i giornali nel corso degli anni, gli articoli vengono riportati all’interno del testo. Oppure è necessario essere degli agenti segreti per poter capire e interpretare i messaggi occulti di Dies Irae.
Genna propone “verità da scrittore” e come tali vanno prese, si può essere d’accordo o meno, sicuramente offre un punto di vista sul quale riflettere.

Dies Irae di Giuseppe Genna, Rizzoli collana 24/7, p. 761, 2006

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