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Leggendo e discutendo le opinioni, per fortuna positive, su Sangue al Cuore mi rendo conto di una cosa abbastanza inquietante, per me. Sia Sangue al Cuore sia Senza Ritorno alla fine parlano di un uomo abbandonato da una donna.

XN non sa mai bene cosa fare davanti agli eventi che lo travolgono, Andrea Sperelli invece ha sempre una risposta/azione pronta e in qualche modo efficace. Tutti e due sono un po’ rincoglioniti, ma soprattutto entrambi hanno problemi di donne che li hanno abbandonati per scelta o per fato, o chissà che.  Detto ciò, (prometto che ne parlo con un professionista di malattie mentali)  resto indeciso se mettermi a scrivere un altro romanzo oppure andare a dar da mangiare alle anatre, seduto sulla panchina  gettando pezzi di pane nello stagno, vi regalo il capitolo 18:
18 Londra 2010: Sto Bene.
Mi chiamo Richard Harris, sono guarito.
Tutti mi vogliono bene.
Ogni volta che spezzo il pane e lo lancio nello stagno le anatre corrono verso di me. Mi piacciono le anatre: sono bianche. I germani reali non mi piacciono: sono neri, piccoli. Troppo veloci e troppo cattivi. Mi chiamo Richard Harris ho quarantadue anni.
Sto bene.
Tutti mi vogliono bene.
Le anatre mi aspettano qui ogni pomeriggio, dopo pranzo. Mi chiamo Richard Harris e Juliet mi ha promesso che le oche selvatiche torneranno a trovarmi, ora fa freddo e sono andate in un posto più caldo. Juliet è molto gentile, lei e le anatre mi vogliono bene.
Lei e le anatre sono vestite di bianco.

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