71: Del Perché Merita Un Nobel

71 nella smorfia, la tombola, il bingo, è: l’uomo di merda.
Vorrei scrivere tante cose, anche un po’ dotte. Vorrei  essere in grado di spiegarvi perché Bob Dylan è un genio e Robert Zimmerman un numero 71.
Forse sono pure in grado di appiopparvi una lezioncina di storia della musica e di storia della poesia.
Ma sarebbe inutile.
Potrei  anche tentare la via dell’ermeneutica sui testi  delle sue canzoni.
Ma sarebbe inutile.
Resterebbe la vicenda privata: gli amori e la religione, tra le altre cose.
Altrettanto inutile.
Credo che per vincere un Nobel basterebbe questo video, guardatelo, se leggete dopo il video vi spiego perché.

Non l’avete capito?
E’ semplice: “Just My Rifle, My Pony and Me” (cit. gugolate e ci arrivate senza difficoltà)
E’ il 1964, ci sono “ un ragazzo che come me amava contemporaneamente i Betales e i Rolling Stones” (Cit. Morandi cit. Frassica). Ma  Bob è solo, non ha una band, non chitarre elettriche.

Bob è  solo con chitarra e armonica a bocca davanti al pubblico.
Da solo.
Qualunque cosa possa succedere.
Il fisicamente piccolo ragazzino ebreo del Minnesota, il buco del culo del mondo, il signor nessuno con una voce di merda, che affronta tutti con quel che ha: la canzone che ha scritto.

Non sa cantare, non sa suonare ma canta per tutti noi. Realizza quello che Henry Miller scrive: “canterò per voi: Canterò per voi, forse stonando un po’, ma canterò. Canterò mentre crepate, danzerò sulla vostra sporca carogna… Per cantare bisogna prima aprire la bocca. Ci vogliono un paio di polmoni, e qualche nozione di musica. Non occorre avere fisarmonica, o chitarra. Quel che conta è voler cantare. E dunque questo è canto. Io canto.”
Bob merita un Nobel alla letteratura perché ha fatto della sua vita arte.

Non importa se avete una voce schifosa, se non sapete suonare, se qualunque cosa facciate vi “tireranno pietre”. La cosa importante è che sarete lì su quel palco a suonare e cantare schivando le pietre che vi lanciano. Anche se non siete capaci. Anche se siete stonati.
E quando vi ascolteranno, avranno accettato che siete bravi, riconosceranno il vostro talento, allora dovrete cambiare ancora: dovrete salire su quel palco, abbandonare la solitudine della chitarra acustica e l’armonica, imbracciare una chitarra elettrica e dire alla band alle vostre spalle: suonate più forte che potete. E prendervi gli insulti. Un’altra volta. Per ché un’altra volta non saprete cantare, non saprete suonare, perché avrete fatto qualcosa di diverso.
Date un Nobel a Bob Dylan e condannate per sempre Robert Zimmerman.

Don’t think twice, it’s all right:

 

 

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