Animal Factory

animalFactoryRomanzo carcerario scritto bene, con ottimo senso del ritmo e della misura: non eccede in particolari disgustosi e non si cerca l’effettaccio ributtate. Bunker scegli una lingua non troppo letteraria ma nemmeno, come ci potrebbe aspettare, nel gergo più o meno fasullo da delinquete di strada.
Tuttavia su trama e personaggi pesano i trent’anni passati da quando questo libro è stato scritto. Molte scene e considerazioni sono ormai troppo viste o lette per risultare originali.Ci sono i solito secondini stronzi, i problemi razziali,le leggi non scritte del penitenziario, e tutto l’armamentario proprio del genere.

Animal Factory è un bildungromanz, la storia di una amicizi virile che sfugge all’omosessualità; pur essendo quest’ultimo un argomento presente in ogni pagina. Le carceri americane sono descritte con una specie di Gulag. La pena non è rivolta a recuperare gli uomini, a farli diventare migliori. Il carcere è un luogo di abiezione dove, “in nome del popolo”, le persone vengono ridotte a bestie, una fabbrica di animali, appunto. Tuttavia qualcosa si può imparare, cose come: solidarietà, caducità dell’essere umano e che c’è sempre una possibilità di scelta. In tale baratro di umanità uan via di fuga è la letteratura: “Nel giro di tre mesi aveva letto più libri che in tutta la sua vita precedente. Gli si allargò la mente, le sue percezioni si fecero più acute, perché ciascun libro era un prisma che rifrangeva le verità in infintamente variegate dell’esperienza. Alcuni erano telescopi, altri microscopi.” (p. 133)

Animal Factory di Edward Bunker, Einaudi, collana Stile Libero Noir, p. 237, 11 euro, 2004]]>

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One comment on “Animal Factory
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