Aroma

È accertato che la vittima abbia intrattenuto una relazione con un thermos.
Era questo un piccolo silo [da mezzo litro] di color argento protetto in una custodia di similpelle nera. Il feticcio faceva inquietante mostra di sé sulla scrivania, rimanendo in silenziosa attesa. All’ora prestabilita partecipava a pieno titolo al pellegrinaggio quotidiano, e ripetuto, verso la macchinetta del caffè. [perché l'impiegata avesse bisogno di bere il suo intruglio alla macchinetta dal caffè non è accertato]. Trascinato con una tracolla doppia rispetto alla custodia, il thermos veniva lasciato cadere con sinuosa cura, e lasciato ondeggiare sul fianco dall’impiegata che evidentemente lo considerava completamento necessario al proprio aspetto.
Per uno di quelli squilibri comuni tra gli occidentali che pur vivendo in case di cemento, mangiano solo cibi biologici [qualunque cosa significhi cibo biologico], il thermos non conteneva bevande di uso comune, ma bensì misture che l’impiegata
preparava da sé. L’inconfondibile aroma indicava una predominanza della cicoria, la ben nota e comune erba. Ma ella sosteneva che fosse una ragionata e variegata mistura di erbe dai nomi più fantasiosi, tra cui non mancavano cannella, timo, origano, menta, …
La relazione tra l’impiegata e il thermos sarebbe del tutto indifferente e enucleata nemmeno come ardita tra le stravaganze che sono comuni tra gli impiegati, se non fosse che il thermos di tanto in tanto si lasciava sfuggire un qualche aroma.
Capitò che una dose impropria di cannella richiamasse dall’atarassia quotidiana l’anonimo impiegato che le sedeva accanto di scrivania, che come Jean Baptiste Grenouille scoprì in quel aroma la chiave per accedere alla parte diabolica e sepolta di se stesso. In una fredda sera di inverno, mentre cercava la quadratura di un qualche conto, l’impiegato istigato bestialmente dall’aroma di cannella, afferrato il thermos, colpì violentemente sulla testa l’impiegata e la massacrò brutalmente.
Fu trovato, inebetito, mentre si era infilato il thermos su per il naso, alla ricerca estrema di quel aroma che agendo da Prometeo, gli aveva regalo probabilmente l’unica scintilla di verità e ragione della sua misera vita.
È altrettanto accertato che l’impiegata considerava Il Profumo un brutto libro.
Anche se non l’aveva mai letto.

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