Bastardo Posto

bastardopostoBastardo Posto narra la storia di tante morti in una piccola città di provincia, ma soprattutto affronta il dramma umano del giornalista Paolo Limara che tradisce la moglie con una donna misteriosa, una donna che lo trascinerà nella disperazione più nera. L’azione si svolge quasi tutta in un unico luogo: sotto un portico davanti a un vetrina di un negozio ormai chiuso. Un lugo claustrofobico, simbolo del Bastardo Posto piccola comunità dove tutti si conoscono, dove segreti orrendi sono celati da mafiosi, politici, giornalisti, preti e soprattutto donne. Tante donne distrutte dalla vita e dagli uomini, tante donne che vanno incontro alla morte. E altri cadaveri affiorano dal passato.
Non si legge Bastardo Posto per scoprire i colpevoli dei vari delitti, l’indagine in fondo è di poco interesse, quasi evanescente, non c’è nemmeno un investigatore forte. Bastardo Posto è lo sprofondare nella disperazione di Paolo Limara, nei suoi errori, nel suo scivolare verso l’autodistruzione. E’ un romanzo che toglie ogni speranza, ogni possibilità di redenzione. Tutti pagheranno per i loro errori. Ma non sono le forze dell’ordine a portare giustizia, è la vita che miete vittime. Ognuno è solo con la sua coscienza e può fare appello solo al proprio senso morale e coraggio di affrontare la realtà. Nessuno è assolto, nel Bastardo Posto siamo tutti colpevoli. Un romanzo che affonda nelle ossessioni, scritto con una lingua semplice e efficace, ripetitivo al punto giusto per creare un’atmosfera opprimente e senza speranza.

Bastardo Posto di Remo Bassini, Perdisa Pop, p. 172, 14 euro, 2010.

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