Birdman

birdmanBirdman è un gran bel film come non mi capitava di vederne da tempo.

Prima di tutto un ringraziamento a Netflix che mi permette di vedere tante belle cose quando mi pare, senza infrangere la legge, delle quali, forse, dovrei parlare più spesso ma sono troppo impegnato a guardare cose su Netflix.

Tornando a Birdman, mai avrei pensato che Alejandro González Iñárritu che aveva girato il metodo infallibile contro l’insonnia, 21 grammi, potesse girare questo.

La storia è semplice: un divo holliwooddiano che interpretava il super eroe Birdman, decide di mettere in scena, a Broadway, a teatro, un adattamento Di Cosa Parliamo Quando Parliamo D’amore, geniale depressivo racconto del depressivo Raymond Carver. Il divo cinematografico è Michael Keaton, quello che ha interpretato Batman di Tim Burton e poi non ha più voluto recitare quel ruolo. Per motivi che non so spiegare, Keaton è un dei miei attori preferiti, penso sia stato largamente sottovalutato e questo film gli rende giustizia.

In qualche modo è una storia sullo stesso Michael Keaton che la interpreta in maniera magistrale. A essere maligni, si potrebbe dire che non ha dovuto compiere grandi sforzi, come del resto Dean Martin non faticava troppo a interpretare la parte dell’alcolizzato. Birdman ha una struttura molto teatrale e non potrebbe essere altrimenti, ma Iñárritu gira due ore di film in piano sequenza, mai un stacco. Una roba da far rodere il fegato dall’invidia a Hitchcock e Brian De Palma. Per i fissati da Cahiers du Cinéma,  uno dei divertimenti è tentare di capire dove siano i tagli tra una sequenza e l’altra. Ci si diverte anche così, d’altra parte il cinefilo vive di ombre colorate attaccate una all’altra.

Birdman è un gioco di specchi sul cinema e sul teatro, sul talento e sulla recitazione, sulla narrazione e l’interpretazione, su ciò che è importante e ciò che non lo è, giusto e sbagliato, verità e falsità, su arte e non arte, vita normale e vita da star, l’amore, la famiglia e i soldi,  e tante altre cose che quando un film è bello potremmo scriverci tonnellate di pagine. Ma sarebbe inutile: la potenza di un buon film è proprio quella di saper trasmettere tante cose senza dovre scrivere ottanta volumi in formato A1.

Keaton è strepitoso e gli altri attori al loro meglio. Edward Norton credo al suo meglio, forse in assoluto. Naomi Watts, Emma Stone, Amy Ryan,  Lindsay Duncan forse anche meglio dei due maschioni.

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