Blonde

blondeRecensione di Fabio Caramia.

Esistono innumerevoli biografie di Marilyn Monroe, uno dei miti più longevi del 900, incluse quelle dello scrittore Norman Mailer e dell’ex marito e drammaturgo Arthur Miller. La grande Joyce Carol Oates affronta un compito più arduo, quello di una biografia romanzata della donna più sexy di tutti i tempi, e lo fa con un’opera monumentale di più di 700 pagine e senza minimamente intaccarne il mito. Non è certo un’ opera da prendere storicamente alla lettera. La vita della star offre lo scheletro a una potente opera di fantasia visionaria, a “una enorme tragedia epica all’americana, una favola di Cenerentola senza lieto fine”. L’intento della Oates sembra quello di voler riscattare Norma Jean Baker da Marilyn, la caricatura impostale dalla storia. Fin dall’ inizio la Oates non è interessata scrivere della diva Marilyn ma dell’ adolescente Norma Jean, una tipica ragazza americana della seconda metà del ventesimo secolo, che cercava un marito e di riuscire nella vita. La bellezza della Marilyn hollywoodiana era invece qualcosa di totalmente artificiale, legata al trucco. La Oates sostiene che Norma Jeane in realtà era qualcuno che era stato costretto a evolvere in Marylin Monroe e il suo libro, e la vita dell’attrice, può essere letto come una lotta per la sopravvivenza (non è un caso che L’Origine della Specie di Darwin ispiri la titolazione di vari capitoli del libro). Blonde è un romanzo straordinario, sperimentale, che inaugura magnificamente il nuovo millennio (è stato pubblicato nel 2000). Un’opera che lascia senza fiato, ispirata, originale e appassionata.

Blonde di Joyce Carol Oates, Bompiani tascabili, p. 773, 11.50 euro, 2007.]]>

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