Cadorna Non è Una Fermata

Alessandra Giordano Alessandra Giordano è nata nel 1965 a Milano, dove vive. È giornalista pubblicista e addetta stampa presso una casa editrice. Ha sempre lavorato con i libri: scegliendoli, per la biblioteca di una grande azienda milanese di comunicazione; catalogandoli, nel compilare la Bibliografia della Comunicazione 1880-1990; parlando di loro, attraverso recensioni e abstract su diverse testate; favorendone la
divulgazione, nel lavoro attuale in ufficio stampa. Cadorna non è una fermata. Momenti Metropolitani è il suo esordio in narrativa.
Il tuo libro è stato pubblicato dalla casa editrice Viennepierre specializzata in cultura lombarda e rivisitazione di classici meneghini . L’edizione è molto ben curata. All’interno, a mo’ di indice, c’è una mappa delle fermate del metrò, e a ogni fermata corrisponde un racconto.Sì. E per sapere perché Cadorna non è una fermata bisogna andare alla fermata corrispondente. Sono racconti di ambientazione milanese. I luoghi descritti sono quelli che corrispondono in superficie alle fermate della linea 1 della metropolitana.

Cadorna non è una Fermata è un libro curioso anche nella sua struttura.

Ci sono un prologo e un epilogo ed è poi ulteriormente suddiviso in due parti nette: i nove racconti della prima parte e le nove interviste della seconda. La MM rossa, la linea uno della metropolitana milanese, è il filo conduttore del libro. I miei racconti sono di fantasia, ma di taglio minimalista, una prevalenza di dialoghi e uno stile colloquiale. Accanto ai racconti ho raccolto nove interviste a personaggi protagonisti della scena milanese: don Virginio Colmegna, presidente Casa della Carità; Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro; la poetessa Vivian Lamarque; Emilia Lodigiani, titolare della casa editrice Iperborea; Fulvio Papi, presidente Casa della Cultura; lo scrittore Ferruccio Parazzoli; Valeria Cavalli del gruppo teatrale Quelli di Grock; Davide Rampello, presidente della Triennale; il designer Compasso d’Oro Giulio Iacchetti.

Che cosa hai chiesto loro?

Di raccontare la loro Milano di oggi, la città in superficie e la città sotterranea. Sono i due punti di vista, le due prospettive che indago con il mio libro. Milano sopra, Milano sotto. Concetto di sopra sotto, che è anche dentro e fuori.

E quindi torniamo alla metropolitana.

Si. E’il percorso che faccio ogni mattina per recarmi al lavoro. Lo trovo il punto d’osservazione ideale della variegata fauna milanese. Perché nelle carrozze affollate puoi osservare le persone senza la maschera, come realmente sono.

Che tipo di Milano hai voluto raccontare?

Volevo raccontare una Milano differente da quella che si percepisce a prima vista e nella corsa. Quella che osservo in superficie e che talvolta emerge anche dalle interviste è una Milano vestita di lustrini, “televisiva”, che non la dice tutta. La Milano sotterranea invece, nella sua intimità, mostra un volto più genuino. Come siamo tutti noi quando arriva sera e, tolto il trucco, ci ritiriamo nella solitudine delle nostre camere.

Dove allora Milano rinuncia alla sua maschera, ai suoi lustrini, come dici tu?

La forma di libertà è cercata in situazioni forse estreme, come nel racconto La cameriera in questi ambienti appartati e segreti , sotterranei appunto, dove la gente si mette a nudo, che mettono a nudo.

Cadorna Non è un Fermata di Alessandra Giordano, Viennepierre collana Parabordi, p. 164, 20 euro, 2009Scheda del libro:

cadornanoneunafermatafotografati in racconti minimi, asciutti, dal tono talvolta ironico, altrove amaro, a tratti noir. Uno dopo l’altro sfilano i protagonisti di un carosello tutto milanese, di vicende che accadono in superficie da Bisceglie a Sesto, mentre sotto corre il treno della MM rossa a ricamare tracciati di vita.
Accanto ai racconti nove interviste, raccolte dall’autrice, a personaggi protagonisti della scena milanese: don Virginio Colmegna – presidente Casa della Carità; Sergio Escobar – direttore del Piccolo Teatro; Vivian Lamarque – poetessa; Emilia Lodigiani – titolare casa editrice Iperborea; Fulvio Papi – professore emerito di Filosofia presso l’Università di Pavia, presidente Casa della Cultura; Ferruccio Parazzoli – scrittore e operatore editoriale; Valeria Cavalli – Quelli di Grock; Davide Rampello – Presidente della Triennale; Giulio Iacchetti – designer, Compasso d’Oro 2001, che raccontano la loro Milano di oggi, la città in superficie e la città sotterranea.

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