Carne e Sangue

carneesangueConstantine Stasso è l’immigrato greco che venuto dal nulla diventa ricco, realizza l’American Dream: grande casa, una famiglia perfetta.
Accumula i soldi sguazzando nelle pieghe del sogno americano, in Carne e Sangue il “sogno” affonda le radici nello sfruttamento e nell’ignorare l’etica professionale e morale. Contano solo i soldi.
La famiglia si sfascia e la famiglia da spot pubblicitario si rivela troppo umana per essere all’altezza della perfezione sociale richiesta.

Carne e Sangue procede per brevi racconti, anno per anno, dal 1935 al 2035. Brevi narrazioni quasi concluse in se stesse, a volte ricordano un po’ Carver. Una serie di minuscoli episodi che coprono l’intera esistenza di tre generazioni.
Presi uno per uno sono dei dejà vu, stereotipi e topos di tanta letteratura e cinema: giovani e automobili, college e cheerleader, la scoperta del sesso e dei segreti famliare. Tutte cose già lette e viste che Cunnigham riesce a narrare in maniera magistrare,
troverete frasi come: “La luce del televisore continuava a cambiare nel suo bicchiere di Scotch” (p. 131) Su questi luoghi comuni Carne e Sangue innesta elmenti un po’ alla Almodovar. I passaggi più struggenti, e forse interessanti, riguardano i bambini e le mostruosità che devono subire dagli adulti per diventare uomini.

La famiglia istituzionale, “normale”, è un illusione di perfezione, una mera convenzione sociale.
Una sorta di galera per persone sedicienti libere. La famiglia istituzionale si scontra con la famiglia de facto, quella che non è regolata da leggi e matrimoni ma solo dagli affetti. Libertà di amore porta alla vera famiglia dove ci supporta a vicenda, dove non importa se siete omosessuali, drag queen, donne sole o bambini difficile: l’importante è amarsi.
Forse questo è l’unico limite di Carne e Sangue solleva un certo dubbio ideologico di fondo, dove la famiglia normale è il luogo di tutti gli orrori e malversazioni, mentre il libero aggregarsi delle persone rappresenta l’unico modello che davvero funziona. Potrebbe essere anche vero, ma non credo che il paradiso in terra esista; le carogne restano tali indipendentemente dal tipo di famiglia che mettono in piedi.

Carne e Sangue di Michael Cunningham, Bompiani, p. 394, 9.20 euro, 2002

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