Carnival Love

carnivalLoveCarnival Love inizia con un argomento ormai quasi scontato: tutti abbiamo delle deformità, tutti siamo diversi e la normalità non esiste. Ma i personaggi della Dunn cercano volontariamente la deformità, gli handicap fisici che li rendono speciali, l’obiettivo: diventare l’attrazione, il fenomeno più cercato dagli spettatori. Così la ricerca dell’imperfezione si tramuta in una religione, gli spettatori fanno del fenomeno, il geek o freek, l’oracolo: “Il tizio che pone una domanda e crede di ricevere una risposta è colui che crea un Oracolo” (p.86).

Al centro della storia, una famiglia di fenomeni: la nana albina, il ragazzo con pinne al posto di braccia e gambe, gemelle siamesi e il bambino con i superpoteri. La famiglia come circolo ristretto d’amore, dove ogni guaglione è bello a mamma sua. Quando i fenomeni si affacciano al mondo e rompono l’idillio familiare l’avidità prende il sopravvento sull’amore. La famiglia si sfascia e il sogno si dissolve.
Carnival Love si muove tra presente e passato, tra segreti inconfessabili e la disperata ricerca della normalità, dell’anonimato. Almeno per Olympia, la nanna albina, che è la voce narrate della vicenda. Olympia parla in prima persona, tutto è filtrato dai suoi occhi rosa sempre nascosti da occhiali da sole. In tanta funambolica mostruosità ci si potrebbe aspettare uno stile di scrittura lisergico, invece Olympia, si esprime in maniera semplice, comune e tremendamente normale. Non vuole rifuggire alla mediocrità, perché solo nell’ombra può trovare la pace, in un mondo dove la gente è disposta a farsi amputare gambe e braccia pur di non scomparire nell’anonimato: “Certe persone sono afflitte da una triviale normalità che è talmente evidente e imbarazzante che farebbero di tutto pur di sfuggirle. Ostentano comportamenti eccessivi e si autodefiniscono originali basandosi sulle eccentricità attualmente in voga. Sostengono di possedere intelligenza, talento o indifferenza alle convenzioni in un disperato tentativo di negare la proprio mediocrità.” (p. 435)

Carnival Love di Katherine Dunn, Elliot, collana Scatti, p. 535, 22 euro, 2008

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