Comma 22

comma22Comma 22 racconta le vicessitudini del capitano Yossarian per essere congedato dall’aviazione Usa. Ambientato in Italia, isola di Pianosa, all’interno di un campo dell’aviazione, Comma 22 guarda alla guerra dal punto di vista di chi deve sopportare gerarchie militari psicotiche, ordini folli e inconcludendti discorsi sull’amor di patria, lotta per la libertà e grandi ideali; parole che non bastano a Yossarian a esorcizzaare la paura della morte. Il nemico dichiarato sono i nazi-fascisti, ma in Comma 22 non compaiono mai. Il nemico è interno: le proprie paure e i sistemi dell’esercito. Ufficiali impegnati a vincere non tanto i cattivi nazisti quanto a scalare le gerarchie, accumulare potere e denaro. Regolamenti assurdi annientano le persone e non producono nemmeno buoni soldati.
Comma 22 è sicuramente un romanzo intriso di feroce umorismo, sarcasmo alle volte, ma gli argomenti sono ormai un po’ troppo noti: facile scherzare sui militari e le loro logiche, è sparare sulla croce rossa. Il romanzo procede per quadri dedicati a singoli personaggi, uniti da Yossarian e la sua disperata ricerca di un modo per farsi congedare. Se ogni capitolo-personaggio è divertente e irriverente, tutti insieme fanno di Comma 22 un libro a tratti ripetitivo e noioso, probabilmente ormai sappiamo già tutto sull’argomento e cinquant’anni di distanza dalla pubblicazione non giovano. Poiché sono tutti pazzi dopo un po’ i colpi di scena diventano scontati.
Della popolazione italiana non se ne parla molto bene, gli unici contatti che i militari Usa hanno con gli indigini sono giovani italiane che si prostituiscono. Un vecchio, prima amico dei tedeschi e poi degli americani, dà la gattopardesca immagine dell’italiano medio: “I tedeschi stanno per essere scacciati e noi siamo ancora qui. Fra qualche anno ve ne sarete andati anche voi, e noi saremo ancora qui. Vedi, l’Italia è veramente un paese molto povero e debole, e questo è quello che ci rende così forti. I soldati italiani non stanno più morendo. I tedeschi e gli americani invece sì. Questo io lo considero comportarsi molto bene. Sì, sono pienamente sicuro che l’Italia sopravviverà a questa guerra e sarà ancora in piedi molto tempo dopo la distruzione del tuo paese” (p. 251)

Comma 22 di Joseph Heller, Bompiani, p. 470, 9.5 euro, 2000

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