Cosmopolis

cosmopolis_FilmCosmopolis è una premonizione di morte. Quello dell’umanità è un processo evolutivo che alla fine si rivelerà un vicolo cieco biologico: l’immortalità. Il romanzo racconta molte ore nel corso della giornata del giovane miliardario Eric Packer per le strade di Manhattan mentre si reca ad “aggiustare il taglio” sulla sua limousine bianca.
Il perchè David Cronenberg abbia deciso di adattare “Cosmopolis” è semplice: il romanzo di DeLillo rilegge alcune delle tematiche centrali del cinema del grande regista canadese. E lo fa in modo magistrale, cosa che non riesce a fare curiosamente Cronenberg nel suo film.
Ecco alcuni dei pioli sui quali è appesa la struttura di questo romanzo metafisico e comico (solo una consonante separa comico da cosmico): la baldoria dello Yen e la ‘minaccia attendibile’, gli indumenti lasciati indietro e battute come “lui dov’è?” e “lasciamo che si esprima”, due dei tormentoni del libro. Le mie scene preferite sono (tutta) la magnifica sequenza della visita medica in limousine, che culmina nell’esame rettale della prostata di Eric e nella scena di sesso “virtuale”; la scena dell’ultimo techno-rave e quella delle comparse di una scena di massa sdraiate nude in mezzo alla strada. Da ammirare poi come Delillo sviluppa, per esempio, il tema del tempo (centrale nel romanzo), in questa nuova e fluida realtà contemporanea.
cosmopolisCosmopolis è un vertiginoso periplo intorno al corpo, dal quale l’uomo moderno vorrebbe staccarsi persino quando lo modella sotto l’effetto calcolato di pesi e bilanceri. Un corpo che vorrebbe considerare superfluo e trasferibile, convertibile in guide d’onda d’informazione, una coscienza salvata nel vuoto, libera dal tempo e dal ricordo. Perché morire quando puoi vivere su disco? Il piccolo capriccio della prostata asimmetrica di Eric (che mi ricorda in modo commovente l’utero triforcuto di Claire Niveau, tanto sconvolgente per i due gemelli ginecologi di “Dead Ringers” di Cronenberg), è lì a ricordarci la realtà bruciante dentro la nostra biologia. Noi siamo i nostri corpi, in maniera intraducibile, tramite il dolore. E la memoria

Cosmopolis è sia un romanzo di Don DeLillo, Einaudi, p. 180, 10€, 2006 sia un film di David Cronenberg del 2012

 

, ,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

%d bloggers like this:
Disclaimer