Costretti a Sanguinare

costrettiasanguinare1977-1984 Marco Philopat è un ragazzino che cerca il suo posto nel mondo, o forse solo a Milano. Abbraccia il movimento Punk e diventa uno dei protagonisti della scena italiana. Più che un romanzo un’autobiografia, quasi un bildungromanz. Costretti a Sanguinare ripercorre la nascita e la morte di un movimento dirompente, dissacratorio e un po’ nichilista: “no future”. Una parabola breve e intensa, a volte contraddittoria, ad esempio nel rapporto con le droghe. Costretti a Sanguinare è la storia del punk italiano narrata dal basso, dai protagonisti del centro sociale Virus di via Correggio a Milano, completamente diversa e opposta a quella raccontata dai giornali, dalla politica e dalla gente che li bollava come delinquenti, drogati e destrorsi, anarchici in realtà.
Philopat e compagni vivono quasi un sogno, possono o credono di poter fare tutto quello che vogliono, essere liberi, non essere omologati nel “sistema”. Per un po’ ci riescono. Pagano un prezzo molto alto, fatto di botte e emarginazione sociale. Combattono vere e proprie battaglie per ciò in cui credono. I loro nemici sono praticamente tutti: dalle forze dell’ordine ai giornalisti, dai politici ai genitori e vicini di casa. Non verranno sconfitti dall’ordine costituito ma dalla Storia, a un certo punto non hanno più ragione di esistere, giovani precocemente invecchiati sorpassati dai tempi: “un giorno troveremo lavoro faremo dei figli anche noi – così – tanto per lasciare un segno – un’altra delle tante famiglie – come chiunque fa – esattamente come i nostri genitori come i nostri parenti come i passanti – i passer by… A cosa è servito quello slogan così disperato – completamente disillusi abbiamo osservato con disprezzo quella valle di lacrime – la gente comune non poteva credere che parte della loro gioventù fosse così spregiudicata riguardo alla morte – ecco perché l’eroina ci ha falciato – la via più breve al No future” (p. 158) Costretti a Sanguinare è un libro malinconico, non si rinnega il passato, se ne parla con un certo di orgoglio di chi ha provato a cambiare il mondo, ma c’è un fondo di amarezza per tutto il sangue versato, letteralmente, e per i risultati raggiunti
Costretti a Sanguinare per essere più Punk, come sbandierato sulla copertina, è scritto senza punteggiattura, in realtà sostituita dai trattini. Sintassi a parte è abbastanza efficace a rendere lo spirito di ribellione dei punk, anche se se David Peace riesce a ottenere uno stile decisamente più punk rispettando la sintassi, ma sono dettagli. Mentre il riferimento spesso fatto a flusso di coscienza mi sembra del tutto fuori luogo, Philopat presenta molto razionalmente il succedersi degli avvenimenti con abilità tra il romanziere e il cronista.
Una nota di costume: leggere Costretti a Sanguinare nella seria edizione Einaudi, fa un po’ lo stesso effetto di farsi le canne nel salotto buono con i genitori che controllano.

Costretti a Sanguinare. Il romanzo del punk italiano 1977-1984 di Marco Philopat, Einaudi collana Stile Libero Extra, p. 243, 13.5 euro, 2006

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