Don Giovanni in Sicilia

dongiovannidisiciliaRecensione di Luca Rachetta.

Giovanni Percolla, scapolo in età matura, vive assieme alle tre sorelle zitelle nella casa che fu dei genitori. Egli è impiegato nel negozio di tessuti dello zio, occupazione nei confronti della quale non mostra il minimo interesse; né in casa sembra coltivare alcuna passione, dedito com’è a dormire per buona parte del pomeriggio, servito di tutto punto e riverito devotamente dalle ingenue congiunte, che vedono in lui un uomo santo e lavoratore.
Ma in realtà Giovanni un interesse ce l’ha, e questo ha ormai assunto i contorni di una vera e propria mania, che le sorelle non conoscono perché si consuma nell’immaginazione e nei discorsi con gli amici: si tratta del fantasticare e del parlare della donna.
“Fra lui e le donne ci fu sempre una certa distanza che egli riempiva dei suoi sguardi bassi e subitanei. La sua emozione era tanto maggiore quanto maggiore diventava quella distanza.”
“Pensare”, “parlare”, “sognare”: si può dire che i rapporti di Giovanni con l’altro sesso si riducano a questo, non riuscendo egli, a causa dell’innata timidezza, ad andare oltre, a giungere a un contatto diretto con le donne. Il piacere della donna aumenta con il divaricarsi della distanza dalla stessa, come se la vicinanza, quella che permette di vedere distintamente e di toccare, abbattesse le costruzioni fantastiche di Giovanni, unico schermo che egli riesce a opporre alla realtà, fonte di insicurezza e campo di battaglia da cui il protagonista teme di uscire perdente e umiliato. Anche il successivo matrimonio con la nordica Ninetta, a ben vedere, non cambia la sua natura, soltanto camuffata dall’ossequio al nuovo solerte stile di vita richiestogli dalla giovane e attiva consorte.
La vicenda di Giovanni Percolla, singolare versione caricaturale del mitico don Giovanni seduttore, è raccontata con un registro umoristico che sa essere impietoso e, nel contempo, affettuoso e ammiccante, conformemente all’assunto brancatiano per cui, all’odio per il peccato, non può non accompagnarsi l’umana simpatia per il peccatore.
Il Don Giovanni in Sicilia, assoluto capolavoro del Novecento letterario italiano, unisce la piacevolezza della lettura al peso specifico di una scrittura d’altri tempi, la cui cifra stilistica è data dalla ricchezza di soluzioni e da una felice ricercatezza che non ricorre mai ad orpelli pleonastici e barocchi.

Don Giovanni in Sicilia di Vitaliano Brancati, Mondadori, p. 133, 8.40 euro, 2007

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