Dove Sei?

Già la mia classe: ventiquattro idioti, scrofolosi ignoranti. Presuntuosi giovanotti di provincia, solo muscoli e gambe per tirare calci ad un pallone, se non fosse per questo schifo di gambe vi farei vedere io come si gioca. Anche Maradona era basso. Per non parlare delle femmine: reggiseni imbottiti e cosce troppo grosse. E quelle culone ridono delle mie gambe. Ma nessuno osa ridere quando si trova davanti alla
lavagna, cosa mi dite della legge della relatività?
Quello stronzo di Traghetti mi ha risposto che come puffo sono relativamente alto. Se fosse stato possibile bocciare il figlio di un avvocato, per conto mio, Traghetti l’avrei espulso da tutte le scuole del regno. Ma si sa sono ragazzi, e soprattutto ci sono i genitori, i provveditori, i presidi e perfino quelle spie infami dei bidelli.
E poi c’è la numero venticinque dell’appello al mattino: Zagatti Rosetta, detta Rosi. Oh rosa aulentissima. I suoi occhi verdi. Unica ragione per alzarsi al mattino e sedermi dietro quella cattedra. Lei di me non ride, lei conosce la differenza tra protoni ed elettroni. Zagatti Rosetta che ti sei diplomata a pieni voti, ora chissa dove sei? Tu che che come addio mi dicesti: “professore, le gambe non sono tutto: ci vuole anche intelligenza, apertura mentale, lo studio non basta, spero non si offenda”. Oh lo so, lo so Rosetta Zagatti mia!  L’hanno vista in questo bar, me lo ha detto quel figlio di una madre troppo nota del Traghetti, ridendo, ma presto non riderai più: correrò su queste gambe fino a lei. Per sempre.

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One comment on “Dove Sei?
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