GB84

GB84Letto molto tempo fa, ma visto che in queste pagine si era parlato di tutti gli altri romanzi di Peace, aggiungiamo anche GB84. Peace affronta uno delle ferite più dolorose del popolo britannico nella seconda metà del ’900: la ristrutturazione sociale voluta da Margaret Tatcher. Ancora oggi gli Inglesi non hanno assorbito del tutto lo shock; basti pensare a film come Grazie signora Tatcher, Billy Elliot e, perché no, in qualche modo, Trainspotting

I minatori scioperano per un anno contro la chiusura delle miniere. Le miniere devono scomparire non tanto perché inutili, ma perché obsolete. Viene considerato obsoleto un sindacato troppo potente, lavoratori troppo uniti sono un pericolo. Il romanzo descrive lo scontro come una vera e propria guerra civile: città militarizzate, polizia onnipresente e violenza ovunque. Di fronte a questa imponente dispiegamento di forze dell’ordine, traditori e insufficienza di soldi, questa volta i “picchetti volanti” di “king” Arthut Scargill hanno la peggio: i minatori perdono. Perdono anche perché sono dimenticati da tutti
a partire dal partito Laburista e dagli altri sindacati operai. Inizia una sconfitta per il movimento operaio che avrà ripercussioni in tutto il mondo. Il discredito sistematico dei sindacati porta alla modernizzazione dei rapporti di lavoro: meno diritti e più mobilità. Il giudizio se sia stato positivo o negativo è lasciato ad ognuno di noi.

La storia narrata è tragicamente vera, le gesta sono quelli di persone realmente esistite, qualche volta con il nome cambiato. Tuttavia Peace non rinuncia al suo stile martellante e paranoico. A differenza dei suoi noir, quì è chiaro chi siano i buoni e i cattivi; tuttavia resta una zona grigia, una melmosa area di corruzione, dove c’è qualcuno che non si sa bene che gioco stia conducendo, anche questa una delle cause della sconfitta. Una storia dove gli eroi sono gli sconfitti, gli umiliati: E le Stelle Stanno a Guardare

GB84 di David Peace, Tropea, collana Le Gaggie, p. 475, 16 euro, 2006

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