Gli Anni del Giudizio

annigiudizioGli Anni del Giudizio si presta, come il libri migliori, a moltepolici letture.Da una parte c’è la storia d’amore tra Ugo e Ester, la crescita del loro rapporto, la maturità e le difficoltà da affrontare per tenere salda la famiglia. Più in generale l’abbandono della giovinezza impulsiva e la disillusione per i sogni che non si possono realizzare. Infine la lotta politica, anche quì illusioni e una realtà che tradisce, o sembra farlo, i presupposti di libertà e giustizia sociale dopo la guerra.
Nel mondo che cambia i problemi sono sempre gli stessi, la coerenza non paga. Ugo e Ester non accettano compromessi, il loro amore è forte ma la società li esclude per questo, anche da chi avrebbe dovuto essere solidale.
La vicenda si svolge sullo sfondo delle elezioni del 7 giugno 1953, consultazione particolarmente feroce in quanto c’è in gioco la così detta legge truffa, anche da questo punto vista non manca di un certa attualità. Ma quì si parla di un’Italia che non esiste più, più povera ma in cui vengono già evidenziati “difetti” futuri. Propaganda elettorare fatta in bicicletta, casa per casa, manifesto per manifesto, comizio per comizio.
Il linguaggio di Arpino è semplice ma mimeticamente elaborato, grazie a sporadiche espressioni regionali, riesce a dare l’idea di un possibile dialetto pimontese senza rinunciare all’italiano. Uso interessante della voce narrante. Gran parte del racconto è narrato in prima persona da Ester, mentre quando Ugo è solo, o con gli amici, la voce passa ad un narratore onniscente in terza persona. Forse ad indicare che Ugo vive sempre e comunque più per gli altri che per se stesso.

Nel 2007 il regista Paolo Bolla si è liberamente ispirato a questo romanzo per lo spettacolo Storia di Ugo e Ester

Gli Anni del Giudizio di Giovanni Arpino, Marsilio, collana I Tascabili Marsilio, p. 196, 6.20 euro, 1998

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