Il Capitale Umano

capitaleumanoLe polemiche nate su Il Capitale Umano di Paolo Virzì mi sembrano infondate, assomigliano più a una trovata di marketing. Tutta la polemica sulla rappresentazione di una Brianza cinica e ignorante non mi sembrano siano giustificate da quel che il film narra. Della Brianza si vedono bei panorami e tutto sommato belle cittadine un po’ provinciali. Se si esclude il cameo dell’assessore leghista, per altro piuttosto realistico, il personaggio del venditore di case lo incontriamo a qualsiasi latitudine: il tipico imbecille rompicoglioni che non ha né razza né confini geografici, come del resto il cinico uomo d’affari. I punti  dolenti de Il Capitale Umano sono la lentezza e una tesi di fondo poco chiara.

Il film è di una lentezza esasperante. La scelta di giocare a fare le tarantinate de noartri non giova, se in Pulp Fiction la struttura circolare portava a vedere le stesse scene da punti di vista diversi, qui siamo spesso alla ripetitività delle stesse identiche cose, tanto che dopo un po’ si sa già con largo anticipo cosa accadrà. E primi piani infiniti, momenti di meditazione di attori bellocci ma non sempre all’altezza della parte.

Sul piano tematico del “messaggio” la cosa si complica, almeno per la mia debole mente. In tutta questa umanità più o meno abietta, una gara a chi è più imbecille, l’unico intelligente e con delle capacità, per quanto odioso, è il ricco squalo della finanza. Lo squalo tuttavia scommette sullo sfascio dell’Italia per diventare ancora più ricco e potente. In sostanza l’unico che potrebbe costruire e cambiare in meglio le cose gioca a distruggere per il proprio tornaconto. Ma a questo punto mi sfugge quale sia il nesso con tutta la miseria economica ma soprattutto morale che lo circonda. Tutti questi personaggi si rovinano sostanzialmente da soli, per loro incapacità di ogni tipo. Probabilmente Il Capitale Umano vorrebbe suggerire che è tutta colpa del riccone spietato, ma il passaggio è po’ troppo ellittico per essere convincente. Virzì sembra voler giocare a Tom Wolfe/Coppola de Il Falò delle Vanità ma non riesce a essere altrettanto incisivo, in quanto non evidenzia in maniera diretta le cause e gli effetti, vittime e carnefici, si perde in tentativi di virtuosismi narrativi senza la crudeltà e cinismo necessari per raccontare una storia del genere.

 Il Capitale Umano di Paolo Virzì, Italia-Francia, 2014

,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

%d bloggers like this: