Il Sangue è Randagio

sangueerandagioIl Sangue è Randagio è il terzo capitolo, ultimo?, della Underworld USA Trilogy. Questa volta “il presidente” è Richard Nixon. Fine anni sessant inizio dei settanta. John e Robert Kennedy e Martin Luther King sono cadaveri, movimenti per l’emancipazione degli afromericani e sinistrorsi di vario genere alzano la testa, l’FBI e i dossier di J. Edgar Hoover combattono “il comunismo”: “(Hoover) Comprese il valore metafisico del Nemico, e sapeva di poter contare sui comunisti per affidare loro quel ruolo. Nell’immaginario collettivo i gangster erano pittoreschi avventurieri a cui mancava la forza di diffusione dei comunisti. […] (Hoover ) Si fece interprete di un messaggio anticomunista e ignorò il crimine organizzato. Si ritagliò il ruolo di eroe nazionale.” (p. 783). Su questo si basa il viaggio paranoico, di tradimenti, spioni, donne coraggiose, uomini violenti e senza scrupoli, cinici e bugiardi, ideali traditi e inseguiti di Il Sangue è Randagio. Lo spettro del comunismo, cioè poveracci che almeno in questo caso lottano per la giustiza e la libertà, diventa il pretesto per qualsiasi violenza, soppruso e negazione della democrazia. La stessa democrazia in nome della quale vegono compiuti efferati delitti. Il motivo vero sono, come sempre, i soldi. Pecunia non olet, e tutti, buoni e cattivi hanno le mani sporche di denaro. Qualche riga che possa riassumere il romanzo, mi sembra questa: “I pescecani che li scortavano saltavano e azzanavano. Mesplede gli parlava come fossero bambini. La pastura consisteva in budella di gatto. UN suo amico aveva un pit bull che si chiamava Batista, un killer di felini. Batista era un veterano dei K-9 Corps sbarcati nella Baia dei Porci. Non vedeva l’ora di ammazzare gatti nella Cuba Libera” (p. 353-354) Il sesso forte si dimostra, una costante di Ellroy, violente e audace nei muscoli ma debole nel lato umano. Le donne, per quanto solo sbozzate nello sfondo e un po’ tutte uguali, sono determinati, moralmente forti e oneste. Nel complesso un romanzo che sembra un omaggio alle donne che mandano avanti il mondo e una richiesta di scuse a un’America che nei fatti tradisce le sue promesse di culla della democrazia: è tutto un complotto, il vero e il falso si confondo. La realtà è quella cartacea dei dossier dell’FBI redatti con le calunnie di Hoover.
Se siete degli Ellroy addicted, probabilmente vi piacerà meno di American Tabloid e più di Sei Pezzi da Mille. Il Sangue è Randagio, nel complesso, non delude, è un buon thriller. A tratti ripetitivo, altre volte confuso, ma verso pagina 750 troverete riassuntono che chiarisce tutto.
Ellroy non trdisce il suo stile e forse questo l’unico difetto visibile. Il Sangue è Randagio è un sussegursi di date, fatti, frasi brevissime e scabre nella terminoliga, tutto ciò, almeno a momenti, risulta un po’ troppo ricercato, quasi maniera di se stesso, si cede spesso a una certa noia, ma nonostante questo è buon romanzo. La buona notizia è che gli italici epigoni di Ellory hanno ben ottocentocinquantanove nuove pagine da parafrassare.

Il Sangue è Randagio di James Ellroy, Mondadori collana Scrittori italiani e stranieri, p. 859, 24 euro, 2010.

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