Il sopravvissuto

ilsopravvissutoDel libro di Antonio Scurati Il sopravvissuto, premiato dal Campiello 2005, il protagonista è Andrea Marescalchi, prof di storia e filosofia, o Vitaliano Caccia, studente difficile? Forse nessuno dei due. Ciascuno a suo modo resta incapsulato nel clichè dappartenenza: il prof di belle speranze deluse, il post adolescente incazzato col mondo. Prima attrice è la scuola, sempre più separata dalla realtà, autoreferenziale,incapace di dialogo sia con gli alunni sia con la società della quale dovrebbe pur essere “funzione educante”. Scurati, mescolando abilmente generi letterari, ci rende un universo ostile, dominato dallidiozia televisiva, privo di valori fondanti. Il coro degli attori è irrimediabilmente diviso in sottoinsiemi non comunicanti: gli abitanti del paese, il corpo docente, il branco degli studenti. Le persone si muovono come vettori su piani diversi che non sintersecano mai. Su questo retroscena scoppia la tragedia, ma senza pathos, anzi con un senso estraniante che ne fa a tratti una commedia. Il massacro del liceo ricorda da vicino Elephant di Gus Van Sant, premiato a Cannes nel 2003, che a sua volta ha per sfondo Bowling a Columbine di Michael Moore e le parole di Marilyn Manson : “Cosa direi ai sopravvissuti della Columbine High School? Non direi niente. Starei piuttosto ad ascoltare quello che hanno da dire loro, che è una cosa che nessuno ha ancora fatto”.

In qualche modo è ciò che fa Antonio Scurati col suo sopravissuto, il professor Marescalchi appunto che quando va a dormire sogna “milioni di giovani dementi internati in migliaia di aule scolastiche come in altrettante celle disolamento di manicomi criminali”. Andrea Marescalchi impegnato a scoprire le ragioni di quanto accaduto in una drammatica sessione desami di maturità.

Il Sopravvissuto di Antonio Scurati, Bompiani, collana Tascabili, 370 p, 8,80 euro, 2007

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