La Chiesa Elettrica

Urania_1551.inddL’intero mondo è dominato da un unico governo. I ricchi hanno tutto, i poveri non hanno nulla, crudeli forze dell’ordine difendono i benestanti e una chiesa di cloni è il vero potere.
La Chiesa Elettrica è una religione dove gli adepti, i monaci, vengono reclutati a forza. La conversione viene fatta a colpi di arma da fuoco, il corpo del nuovo adepto non serve, si prende solo il cervello e lo si innesta su un cyborg.
Il valore allegorico di tutto ciò è piuttosto evidente, altro che “oppio dei popoli”, qui si va sul drastico.
La Chiesa Elettrica, nonostante questo potente substrato politico- filosofico, è un techno thriller strutturato bene e avvicente. Più che sci-fi, sembra il soggetto di un film di Van Damme o Steven Seagal – che per certi versi fanno pure loro fantascienza – dove il cattivo disperato è in realtà il buono: ormai un grande classico. Molta azione, abbondanza di morti e sfoggio di maschia forza muscolare. I pochi personaggi femminili sono vecchiette buone, povere e belligeranti o giornaliste belle, ricche e imbelli, in abedue i casi l’unica certezza è una bara.

Il meccanismo dell’intreccio narrativo, per quanto spesso ripetitivo ed elementare, è ottimo e il romanzo si legge, come si suol dire, “tutto d’un fiato”. Lo stile è quel che è. Narrato in prima persona si passa da un lugo comune all’altro, afflitto da un slang libresco, il linguaggio si distigue per l’onnipresenza delle parole: cazzo, maledetto e fottuto, in tutte le possibili declinazioni.

Cloni, cyborg e informatica voodoo in formato epigono di P. K. Dick e nel complesso leggibile. Riservato agli amanti del genere.

La Chiesa Elttrica di Jeff Somers, Mondadori collana Urania, p. 310, 4.20 euro, 2009

Con un sito dedicato http://the-electric-church.com

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