La Lettera di Newton

letteraNewtonIl punto di partenza del breve romanzo di John Banville è un libro interrotto, una biografia su Isaac Newton. Come il grande scienziato, anche l’autore della biografia si trova a dover affrontare una crisi esistenziale, che nel suo caso coincide con la mezza età. Come accade a Newton, “le opere più grandi se l’era lasciate alle spalle e la sua vita di scienziato era finita”. Entrambi non sanno più come vivere. Un altro tipo verità si è fatta più urgente, niente di esotico, ma l’ordinario, “il più strano e il più sfuggente degli enigmi”. Consapevoli di aspettare quietamente, fiduciosamente, che la vita ricominci. E, si, passano da questa crisi tutti i clichè del caso: l’amante giovane e l’amore platonico per la donna matura e il finale più scontato di tutti, e “tuttavia quello che meno ci aspettava”. Perchè la storia raccontata da Banville non è quella lì, ma la distante e pruriginosa curiosità con cui guarda le scene illuminate dal sole, i sicomori che si muovono piano, quasi di nascosto nell’aria luminosa; il silenzio spoglio; l’odore di putrefazione muscosa della terra che ricorda quello della carne umida; e l’assillante enigma di altre persone. Tutto il romanzo mi sembra racchiuso nelle “istantanee in bianco e nero prese in una luce sbagliata” con le quali l’autore descrive la sua passione per Carlotta. La sua assenza. La capacità straordinaria di Banville, sua in modo inimitabile, di restituirci queste cose – l’ordinario, “il più strano e il più sfuggente degli enigmi” – e di conservarle per noi.

Lettera a Newton, John Banville, Guanda, p. 126, 2010, 12.5€

,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

%d bloggers like this: