La Parte dell’Altro

partedellaltroRecensione di Claudio Ruzza.

Il romanzo si svolge narrando in parallelo la vita dell’Hitler che conosciamo e di un Hitler fittizio e “buono”. Lo spartiacque, che coincide con l’inizio del romanzo, è costituito dalla domanda: “quale sarebbe stato il corso della storia se l’8 ottobre del 1908 Adolf Hitler fosse stato ammesso all’Accademia di Belle Arti di Vienna?”
Da qui si diparte la narrazione, ora della vita di Hitler, assolutamente fedele sia nei suoi aspetti privati che negli aspetti pubblici e storici, ora della vita immaginaria di Adolf H., “l’altro”. Il gioco consiste non tanto nell’esplorare il contesto storico-politico e tantomeno raccontare minuziosamente il Terzo Reich, quanto nel tentare di esplorare il mondo personale e sommerso dei due personaggi, il loro carattere in embrione come può esserlo a vent’anni, la loro vita affettiva e sessuale. Alla fine del romanzo c’è un appendice che l’autore ha titolato “Diario delle parte dell’altro”, in cui ci parla di come il libro è stato concepito, scritto, completato, di quale idea ci fosse dietro al progetto e delle stroncature o incoraggiamenti che via via gli arrivavano dalle persone a lui vicine.
Ho iniziato a leggere il “Diario” prima del romanzo vero e proprio e ora, a romanzo letto e metabolizzato, credo sia stato un bene e mi sento di consigliare lo stesso percorso. L’autore in estrema sintesi ci dice che “Il male è in ognuno di noi” ed è “una verità nascosta nel profondo di noi stessi” in grado di “risorgere in ogni momento”.
Questa sua idea affascinante ed angosciante allo stesso tempo mi è rimasta ben presente per tutta la lettura del libro. Per ragioni personali mi sono molto identificato “nell’altro”, quello che a differenza di Hitler si è posto pesanti interrogativi sulla sua esistenza e ha quindi deciso di lavorare su se stesso, con fatica e con errori, ma lasciandosi anche guidare ed aiutare dagli altri.
In questa chiave di lettura il libro è perfettamente riuscito. La lettura è stata scorrevole ed avvincente, il romanzo è ben scritto e tradotto. Le vicende storiche narrate, mai preponderanti o eccessive, sono funzionali alla comprensione della narrazione.
Mi hanno lasciato perplesso alcune vicende narrate nella vita dell’Hitler “buono”, talmente melodrammatiche da sembrare grottesche: la scena degli ultimi momenti di vita della compagna di Adolf H., il racconto del rapporto tra Adolf H. ferito e una giovane suora, il testo della lettera che Adolf H. ed un amico scrivono per un terzo amico omosessuale. Ma in fondo la vita dell’Hitler “buono” è scritta in modo del tutto arbitrario, altrimenti la Storia con la “S” maiuscola avrebbe avuto un altro corso.O no?

La Parte dell’Altro di Eric Emmanuel Schmitt, E/O collana Tascabili, p. 605, 9.50 euro, 2007

,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

%d bloggers like this: