“La pietra lunare” di Tommaso Landolfi

Copertina LandolfiNell’opera di Tommaso Landolfi la dimensione del fantastico e del surreale è lo scenario di un’avventura conoscitiva finalizzata alla ricerca dell’altrove, di una dimensione “altra” profonda e primigenia, nascosta sotto l’aspetto camuffato e insincero delle cose di tutti i giorni.

In tale ottica va dunque intesa l’avventura di Giovancarlo, il protagonista de La pietra lunare, che, nel contesto di una provincia ancora contaminata dalle scorie di una naturalità antica, si immerge nella dimensione nascosta e oscura dell’esistenza. Dall’incontro con Gurù, la fanciullla-capra, fino all’esplorazione dell’arcano regno delle Madri si susseguono le fasi di una ricerca che procede a ritroso nel tempo e al di sotto della società, dove affondano, celate e atrofizzate ma ancor vive, le radici della natura umana.

Il giovane seguì con viva soddisfazione la linea delle cosce affusolate, cui la stoffa aderiva strettamente, lasciò scivolare lo sguardo sul tornito ginocchio, e s’aspettava ora di scoprire una caviglia esile, un sottile piede.
Invece… Il sangue gli si gelò nelle vene e quasi nel medesimo istante gli rifluì tutto con violenza alla bocca dello stomaco. In luogo della caviglia sottile e del leggiadro piede , dalla gonna si vedevano sbucare due piedi forcuti di capra, di linea elegante, a vero dire, eppure stecchiti e ritirati sotto la seggiola. E il curioso era che queste zampe, a guardarci bene, parevano la logica continuazione di quelle cosce affusolate; né alcuni lunghi ciuffi di pelame ruvido bastavano a stabilire un’ideale soluzione fra l’agile corpo e le sue mostruose appendici.

La luna che irradia di sé il mondo sottostante  e la sensuale animalità che fa capolino tra le sembianze umane di Gurù simboleggiano pertanto la tentazione della devianza rispetto alle forme del vivere sociale. Le pulsioni sotterranee rinfocolate dalla natura spingono al recupero di un egoismo ingenuo e primordiale svuotato di significati etici negativi, da intendersi piuttosto come conquista, momentanea ma corroborante, dell’altrove e della libertà originaria sacrificata sull’altare della vita strutturata e organizzata in comunità.

La pietra lunare è senza dubbio un capolavoro del Novecento letterario italiano, che, sfruttando le risorse di una sintassi sinuosa e avvolgente e di un lessico ricco e ricercato, evoca la complessità della vita e disvela stati di tensione e desideri inconsci alla base dell’indole umana, che ne minano l’equilibrio e le impediscono la piena accettazione del reale.

La pietra lunare di Tommaso Landolfi, Piccola Biblioteca Adelphi, 2001. pag. 164, Euro 10.

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