La Regia, il Montaggio e Teoria Generale del Montaggio

regiaartemessainscenaCredo che questi poderosi e costossimi volumi editi da Marsilio non siano più in commercio da decenni. Sono scritti, o quasi, dal maestro dei maestri: Sergej M. Ejzenstein. Proprio lui, quello della scena capolavoro di Paolo Villaggio in Fantozzi: “Einstein”, “La corazzata Kontionkin è una cagata pazzesca. 90 minuti di applausi”, (detto tra parentesi è uno dei più grandi gesti d’amore verso il cinema). Per chi non lo sapesse La Corazzata Potemkin dura poco più di un’ora.

In questi volumi, e altri, si riportano le lezioni che Ejzenstein ha tenuto negli anni ’30 (1900) presso il GIK, scuola di cinema sovietica. I testi sono sottoforma di dialogo socratico. Il docente genio viene sollecitato da studenti ottusi che pongono domande cretine. Il maestro imbastisce le sue lezioni, a dir la verità spesso interessanti, su queste domande, discutendo su come costruire la messa in scena o il montaggio. Ogni tanto Sergej si perde a parlare dei fatti suoi, ma si sa mancava del pragmatismo dei pedagoghi anglosassoni. Codesti volumi adesso verrebbero condensati in un terzo delle pagine, tuttavia restano interessanti. Forse ancora troppo vicini ad una concezione del cinema come parente moderno del teatro.

Nella cinematografia non rimane praticamente nulla delle visionarie teorie di Ejzenstein sul montaggio, il correlativo oggettivo lo trovato solo in Gola Profonda e in qualche film di Zucker- Abrahams –Zucker, quelli de L’Aereo più Pazzo del Mondo. Ironia della sorte o della Storia, gli insegnamenti del regista simbolo dei soviet sopravvivono in realtà nella più capitalistica delle arti espressive: la pubblicità, sic transeat.

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