La Sovrana Lettrice

sovranalettriceRecensione Leandro Fossi

E’ proprio lei, l’attuale regina d’Inghilterra, la protagonista del nuovo romanzo di Alan Bennett, La sovrana lettrice, apparso da Adelphi negli ultimi mesi dell’anno appena trascorso. Si ha conferma di ciò dal suo ritratto stampato in copertina come avviene sulle carte d’identità in cui si vede la sua faccia di anziana signora scaltra con un’espressione di sorpresa dentro la carrozza reale. Si tratta naturalmente di un’invenzione letteraria. Le due regine, quella vera e quella della finzione, hanno tuttavia un sentimento in comune: l’amore per i cani; ed è per via dei cani che la regina della finzione ha un colpo di fulmine per la letteratura.
Per inseguire le sue graziose bestiole un mercoledì pomeriggio si imbatte in un angolo appartato del palazzo reale, davanti alle cucine, nel furgone della biblioteca circolante del quartiere. I cani hanno abbaiato furiosamente; per scusarsi del baccano sale sul furgone; oltre al bibliotecario incontra un giovane sguattero, rossiccio e magro, che accovacciato consulta un libro.
Il bibliotecario si profonde in mille ossequi, altrettanto fa il giovane che si alza prontamente in piedi. Il bibliotecario si lamenta del disinteresse del Comune per la lettura, che continua a tagliare i fondi alle biblioteche. La regina ascolta e si sente obbligata a chiedere in prestito un libro facendosi consiliare dal giovane sguattero.
Il mercoledì successivo – il mercoledì è il giorno in cui la biblioteca circolante sosta davanti alle cucine reali – la regina si presenta di nuovo: ha terminato di leggere il libro avuto in prestito e ne vorrebbe avere degli altri. Inizia così l’avventura letteraria della sovrana lettrice: un libro tira l’altro, apre nuove finestre, fa nascere nuove curiosità; la lettura è come un muscolo che con l’esercizio diventa più elastico e resistente, in grado di affrontare testi sempre più ostici. Bennett, con l’umorismo tutto britannico che lo contraddistingue, ci presenta un’immagine veritiera, ironica e appassionata di chi viene colpito dal bacillo della letteratura in cui molti potranno riconoscersi.
Però non è vero, come sosteneva Valéry Larbaud, che la lettura è un vizio impunito. I libri invadono le stanze reali e i luoghi frequentati dalla regina; guai se nei viaggi, anche brevi, non ha un libro da leggere. Per amore dei libri trascura i suoi doveri di sovrana; eleva tra lo sconcerto generale il giovane sguattero al rango di cameriere personale addetto al cambio dei libri in biblioteca e alla ricerca di citazioni e di parole difficili sul dizionario. Organizza ricevimenti con scrittori prevalentemente gay, ascoltando i suggerimenti del suo giovane cameriere; pone ai membri del governo, a statisti e regnanti stranieri che vengono a farle visita domande imbarazzanti sulla letteratura.
Anche i benamati cani si accorgono della sua trasformazione; sentendosi trascurati, cominciano a nutrire un odio viscerale per i libri: se un libro cade sul tappeto ci balzano sopra e lo trasportano in un angolo remoto per farlo a pezzi. La corte e in particolare il segretario privato ricorrono ai ripari allontanando il giovane cameriere personale, ritenendolo tra l’altro troppo brutto e insignificante per quel ruolo.
La regina si vendicherà di questo allontanamento. Come novello Don Chischiotte: leggere non le basta più; in segreto, perché sa di fare qualcosa di proibito, comincia a prendere degli appunti. Scopre che quando scrive qualcosa, anche un semplice appunto, è felice come lo è stata leggendo. Passa molto tempo a sfogliare le vecchie agende, gli album delle sue numerose visite per cercare di ricordare come erano state.
Al compimento dell’ottantesimo compleanno richiama il suo giovane consulente letterario e, dopo aver licenziato il segretario privato che aveva osteggiato la presenza del giovane, riunisce tutti i membri del Consiglio della Corona per comunicare che intende rinunciare alla corona, come aveva fatto suo zio Edoardo VIII per amore della pluridivorziata signora Simpson, per dedicarsi all’analisi e alla riflessione e scrivere un libro di letteratura. Dunque, la passione letteraria non è meno intensa e deflagrante di quella amorosa.

La Sovrana Lettrice di Alan Bennet, Adelphi, collana Fabula, p. 95, 12 euro, 2007

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