Lamette

Donatella Rettore è ironica, brava, innovatrice e spesso sottovalutata. Più bella, provocante e intonata di Madonna, più punk di Cindy Lauper, e quanto a vestiti più carnevalesca del Boy Gorge dei tempi d’oro. Insomma ha una sola pecca: essere italiana.
Ma veniamo al testo di questo suo “cavallo di battaglia”: Lamette.
Parole abbastanza inquietanti che ammiccano ad un certa tradizione futurista, fatta di onomatopee e chissà magari anche con un toco di teatro della crudeltà. Versi in endecasillabi ipermetri: ABAB CCCA

Dammi una lametta che mi taglio le vene
Veniamo introdotti all’azione ex abruptus. dall’imperativo “dammi” il poeta vuole tagliarsi le vene con una lametta. Non si dichiara quale sia la causa di questo istinto suicida.

(coro) ploloploploploploploplo
Verso onomatopeico e iterativo che temo indichi il gocciolare del sangue dalle vene.

diventa bieca questa notte da falene
Come ogni canzone pop degna di nota la vicenda non poteva svolgersi che di notte. Questa però è una notte particolare da falene, cioè farfalle di seconda scelta, piuttosto bruttine, alle volte fastidiose. Non è una gran nottata, è “bieca”. Visto il passatempo scelto dal poeta, non si può che concordare.

(coro) ploloploploploploploplo
promette bene si promette tanto bene
Enjambement con il verso precedente, non il “ploplo” ma quello della notte bieca, nonostante sia una nottataccia il poeta intravede risvolti positivi, con un linguaggio colloquiale ci informa che l’operazione suicida (o forse la notte) sta andando per il meglio.

ma gimme gimme gimme
ma gimme gimme gimme
ma gimme gimme gimme
ma dammi una lametta che mi taglio le vene
Ritornello poliglotta, l’inglese “gimme=give to me=dammi” sottolinea in epanalessi il desiderio di avere questa “lametta” per compiere il gran taglio.

dammi una lametta che ti taglio le vene
(coro) ploloploploploploploplo
Interazione all’inizio di questo strofa, ma con un sottile variazione nel pronome, da “mi” si passa a “ti”, il poeta trasforma il taglio in un gioco di gruppo e coinvolge forse uni’ipotetico compagno e l’ascoltatre stesso: si offre di affettare le vene pure a lui.

ti faccio meno male del trapianto del rene
La motivazione con cui vuole tagliare le vene anche all’altro è stupefacente: gliele taglia perché è un’operazione meno dolorosa del trapianto del rene. Non possiamo che concordare con questa logica cristallina, anche se ancora sfugge il motivo di tanta sete di sangue.

(coro) ploloploploploploploplo
ti voglio si ti voglio tanto bene
Il compagno di svenamenti ha una consolazione: lei prova tanto affetto per lui, non oso immaginare cosa vorrebbe compiere sul corpo dei nemici.

ma (coro) gimme gimme gimme
ma (coro) gimme gimme gimme
ma (coro) gimme gimme gimme
ma dammi una lametta che mi schioppo le vene
Ritornello con variazione dialettale in “schioppo”, metonimia per indicare l’atto di far esplodere le vene.

parlo già da sola
Comincia ad avere un barlume di lucidità, si accorge che non ha interolocutori in questi propositi da macellaio.

e disegno nell’aria
Che cosa stia disegnando nell’aria è ignoto, possiamo ipotizzare l’atto di tagliare.

certo ho un po’ peccato ma che goduria
Un barlume di rimorso cattolico, questo suicidio in nuce viene bollato non come un peccato mortale, ma come un peccato a metà, in quanto non c’è ancora il cadavere ma solo l’intenzione. E il peccato è ricompensato dall’immenso piacere che prova, come nelle migliori tradizioni si scelgono i terreni piaceri della carne invece di celestiali premi ultraterreni.

mi gioco tutto con candore e furia
Qui si mente un po’, da quanto si dice sopra di candore ce n’è ben poco, dato che si dichiara cosciente del peccato. Sulla furia non si può che essere concordi.

e allora stop!
E’ ora di finirla con le riflessioni sulla moralità del gesto, stop ai pensieri e che l’azione abbia inizio. Un momento di riflessione

Senti come affetta questa lametta

Dopo aver chiesto la lametta per se, ora sembrerebbe che stia tagliuzzando il misterioso compagno di giochi.
Un momento di riflessione

da destra verso il centro zac!
Dall’alto verso il basso zip!
La vivisezione è iniziata in tutte le direzioni, tra zac e zip si introduce il lago di sangue con queste simpatiche onomatopee da fumetti.

Che gusto che innesto gimme gimme gimme!
La sciroccata si diverte parecchio nell’operazione di taglio, l’”innesto” temo indichi la compenetrazione della lama d’acciaio nella tenera carne. In questo delirio si passa anche all’inglese slangato.

E allora stop!
Senti come taglia questa canaglia
ma che poltiglia gimme gimme gimme!
Un altro stop per sottolineare gli effetti della premiata macelleria, da notare che la “canaglia” non è lei che taglia ma la lametta. Si scaricano le colpe sull’arma e non sul braccio che la guida.Tipica dissociazione dei pazzoidi. Ormai la carne è ridotta ad una “poltiglia”.

E allora stop!
Vivere in fretta
In questo lago di sangue il consiglio è vivere in fretta, al di là della portata di questa metafora, piuttosto abusata, qui il consiglio è più pratico. Qui il vivere in fretta è dovuto al fatto che oggettivamente non rimane molto da campare.

prendere al volo
A questo punto l’unico volo che si può prendere è quello verso la vita eterna, per ovvi motivi escluderei il paradiso.

tutto conviene dammi dammi dammi dammi
che cosa convenga mi risulta piuttosto oscuro, comunque notevole l’uso della rima translinguistica: gimme-dammi

dammi una lametta che mi taglio le vene
(coro) ploloploploploploploplo
mi faccio meno male del trapianto del rene
(coro) ploloploploploploploplo
mi voglio bene si mi voglio tanto bene
ma (coro) gimme gimme gimme
ma (coro) gimme gimme gimme
ma (coro) gimme gimme gimme
ma gimme… ma gimme…
dammi una lametta che
(coro) dammi una lametta che
dammi una lametta che mi sgaro le veneeeee
Gran finale con iterazioni, epanalessi e reiterazioni gli stessi concetti: ti taglio a pezzi perché ti amo. Conclude con un altro cambiamento linguistico a favore del dialettale “sgaro” tanto per ribadire il concetto e completare il climax.

Concludendo, se non sapete come rinnovare il rapporto di coppia e le vostre serate sono particolarmente tediose, se non siete dei vampiri o non ce ne sono tra i vostri conoscenti potete aggredirvi a colpi di lame. Secondo questo testo è particolarmente divertente. Lasciate perdere le carte, la televisione e il monopoli.

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