L’Arcobaleno della Gravità

arcobalenogravitaLo ammetto: non ci ho capito un beato nulla. Eppure l’ho letto, tutto quanto. Non saperei nemmeno dire se mi sia piaciuto o meno. L’effetto è quello da 2001, odissea nello spazio: non mi sforzo di capire, mi lascio cullare dal ticchettio del proiettore alle mie spalle e dalle immagini davanti agli occhi.
Oggettivamente non è possibile consigliare questa lettura a nessuno. Come non si possono dire cose del tipo “non sai che leggere? Mah… potresti leggere la Recherche du Temps Perdu oppure lUlisse (di Joyce)”. Eppure, tanto per tirarmela un po’, anche questi li ho letti.
L’Arcobaleno della Gravità rientra tra quelle letture “personali”, ognuno le vede un po come crede. Ci troviamo di fronte a qualcosa che ci pone davanti ad un bivio:

  1. Lautore è un cretino ed non sa mettere insieme un romanzo leggibile
  2. Sono talmente scemo da non capire cosa scrive questo geiniale signore

A tutti voi l’aruda sentenza. (Uno dei miei autori mitici, “cult” per gli snob, Nino Frassica, avrebbe detto “Ai poster lardua sentenza”) Quindi dribblo il libro, la letteratura è fatta anche di L’Arcobaleno della Gravità, tutto e niente. Le storie sono infinite, perché il mondo è pieno di gente diversa con verità diverse. La cosa fa incazzare, ma cè gente che la pensa a modo suo: sempre e comunque
Dello stesso fatto ci sono versioni giuste e sbagliate, la domanda è: chi decide tra bene e male?
Qulcosa di più intelligente su questo romanzo lo trovate su wikipedia: L’Arcobaleno della Gravità

L’Arcobaleno della Gravità di Thomas Pynchon, BUR, collana La Scale, 972 p, 11,36 euro, 2001

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