L’Asino Sulla Mia Strada

asinoSullaStrada L’Asino Sulla Mia Strada è la seconda opera di Alessandra Giordano, dopo l’esordio di Cadorna Non è Una Fermata. L’asino è il parente meno nobile del cavallo. Pensate a Pegaso, il cavallo alato utilizzato da Zeus per trasportare le folgori fino all’Olimpo. E pensate ora a Sancho Panza, a cavalcioni del suo vecchio asino grigio, vera parte della sua personalità. A differenza di Pegaso, l’asino non appartiene al mito. Vive a troppo stretto contatto con gli uomini e il suolo per aspirare al Cielo. Nel corso dei secoli la figura dell’asino è dominata dall’ambivalenza, sembra impersonare piuttosto bene il ruolo dell’altro, del diverso: “L’umano che ha così paura del diverso. Si chiama antropomorfizzazione e non è cosa di cui andar fieri.

Alessandra Giordano si accosta all’asino in un momento di crisi personale. Se da una parte è facile vedere in questo il tentativo di riempire il vuoto lasciato nella sua vita da una persona cara, dall’altro il suo percorso verso l’asino ha le caratteristiche di una ricerca spirituale, un processo di riordino interiore. E non c’è niente di particolarmente romantico o piacevole nei primi incontri con un sé a lungo trascurato. L’asino Pablo è un catalizzatore. Il suo scopo è favorire il cambiamento, un punto di riferimento, l’insegnante. La pratica con l’asino insegna ad Alessandra la pazienza: “Guardarlo per apprendere”. Rallentare il ritmo le permette di cambiare gradualmente prospettiva, di cambiare punto di vista. Ѐ proprio la lentezza di questo apprendistato a essere la guarigione, perché se rallentiamo ridiamo a noi stessi e alla vita un ritmo più naturale. La disciplina non limita la nostra libertà, sviluppa il distacco. Ѐ in quella pausa che prendiamo le decisioni.

AlessandaGiordanoPablo

Una tappa fondamentale di questo apprendimento è quello che Alessandra Giordano chiama ‘imbarazzo’ verso l’asino. Nella società di oggi, si è cancellata coscientemente la linea di demarcazione tra l’uomo e la bestia. Abbiamo umanizzato gli animali come nei film Disney fino a dotarli di una identità giuridica, li si è visti addirittura affidare da un giudice a l’uno o l’altro coniuge, in caso di separazione o divorzio, come se fossero figli. Sulla base di questi presupposti, è naturale che Alessandra vada in crisi quando deve addestrare il suo asino, quando si pone cioè il problema della leadership, e quindi il ruolo del capobranco. A lei si contrappone la figura di Samuele: “Samuele ha la sua mentalità, e sembra non avere incertezze quando dice: ‘Loro rimangono gli animali, noi siamo uomini, noi comandiamo.’” “A lui basta un’occhiata, un lievissimo movimento del piede o un dito appena alzato e l’asino risponde.”

Il conflitto nel libro viene risolto in chiave utopistica: “Ma di una cosa sono certa: nella mia prossima vita non vorrò essere proprietaria di animali. Il mondo ideale, impossibile da immaginare oggi, credo debba prevedere l’incontro tra umani e altre specie solo ove e se possibile e senza forzature. Incontrerò il leone, la marmotta o l’asino se camminerò sui loro sentieri, li osserverò nella libertà di tutti, non pretenderò di catturarli per tenerli a me vicini. Accetterò questo, te lo prometto Pablo. Porta il messaggio agli altri, te ne prego.”

L’asino sulla Mia strada è un libro narrato in prima persona dove l’autrice affronta un percorso di trasformazione e formazione con il soggetto più arduo: se stessi.

L’Asino Sulla Mia Strada di Alessandra Giordano, Edizioni del Gattaccio, 2016, p. 164, 14€

L’autrice presenterà il libro nel Raglio Tour 2017, queste le prossime date:

  •  1° aprile 2017 ore 16.30 Cascina La Bellotta Via Vecchia Ticino, 35 Oleggio NO. Oltre ad Alessandra Giordano ci sanno Daniele Corsi, pareggiatore; modera Paolo Magliocco, giornalista; alla chitarra: Giulio Santuz: www.labellotta.it
  •  6 maggio Ca di Asu, Novara (www.lacadiasu.org)
  • 1 luglio per il circolo Legambiente presso Parco della Borgata Cresto, Sant’Antonino di Susa.

 

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