Le Correzioni

correzioniLe Correzioni racconta la storia di una famiglia classe media made in usa: mamma, papà e tre figli. Il romanzo si snoda su quatto capitoli, ognuno dedicato ad uno dei componenti della famglia, il quinto è corale e conclusivo. L’azione è concentrata nelle poche settimane che precedono Natale, tra analessi e prolessi si scava nel passato dei personaggi. Così la famiglia perfetta da telefilm viene lobotomizzata, emergono i piccoli conflitti che assurgono a problemi irrisolvibili. I genitori sono oramai anziani e acciaccati, il padre è malato di Alzeihmer, hanno dato regole che i figli non hanno voluto osservare, ognuno ha preso la sua strada nel vano tentativo di “correggere” l’imprinting di mamma e papà; ma cambiare non significa risolvere i problemi. I tre figli sono icone di differenti modi di vivere e aspirazioni: Gary l’integrato, figli, bella moglie, carriera, razionalità; Chipper l’intellettuale che vive di espedienti, compie scelte aleatorie, naviga a vista, un mezzo fallito che ha differenza del fratello maggiore ha ancora dei sentimenti; Denise concreta, capace di raggiungere gi obiettivi e sessualmente confusa.

Gente del Midwest, cioè a dire quel grande nulla che si trova tra New York e Los Angeles, la spia dorsale degli Stati Uniti. Tutti hanno qualcosa a farsi perdonare, e alla fine tutto quello che rimane è, nell’orrore e nel bene: la famiglia. Il Natale, la cara vecchia e vituperata kermesse, è il momento epifanico per “segreti e bugie”.

Franzen scrive con “tranquillità”, in equilibrio tra ipotassi e paratassi, ho avuto l’impressione di leggere DeLillo con qualche eco di Pynchon (va beh, lo so, detto così non signfica un granché, ma suona bene). Le Correzioni è un romanzo intriso di umorismo, ma prevale un certo senso di depressione, da evitare se avete anziani malati o tendenze suicide. Leggendo Franze, Eggers, Kunkel, etc…, osservazione extratestuale, si ha l’impressione che negli USA – la nazione più ricca, potente e libera al mondo – si viva abbastanza male. Nella nazione la cui costituzione prevede il diritto alla felicità, sembra la patria della triste solitudine, dove il mito della frontiera è materia da vecchi film e l’unico orizzonte di gloria è il denaro: così lo descrivono gli scrittori americani.

Le Correzioni di Jonathan Franzen, Einaudi collana Super ET, p. 604, 12.50 euro, 2005

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