Le Streghe di Eastwick

stregheestwichIl romazo ha poco a che fare con l’omonimo film che ne è stato tratto nel 1987 da Miller. Updike si addentra nelle ipocrisie, rapporti di coppia e pettegolezzi di una piccola cittadina del nord est. Eastwick è provinciale.
Le streghe sono donne con figli senza marito, perché vedove o divorziate (è scritto da qualche parte nel romanzo). Non è che si producano in chissà quali magie, piccoli dispetti infantili, scordatevi Harry Potter. Sono più delle “bocca di rosa”, ma saltano nei letti di tristi uomini sposati per noia, non tanto per passione. Quando in città arriva lo scombinato straniero si gettano tra le sue braccia, tanto per fornire materiale di discussione alla comunità bigotta.
Tra amori che finiscono male, le stagioni passano e le streghe invecchiano e da scapestrate aspiranti artiste si rifugiano in vite medio borghesi.
Sullo sfondo della vicenda: la guerra del Vietnam e i movimenti sessantotteschi; il tutto resta un eco lontano nella tranquilla Eastwick che si deve accontentare di streghe di periferia e giovanotti aspiranti bombaroli. Per quanto le tre streghe siano simpatiche, resta un velato dubbio di misoginia percorre la storia:
donne potatrici di sventura. Tuttavia, alla fine, la voce narrante si svela come poco affidabile in quanto si dichiara membro della comunità della cittadina che condanna le donne “Le steghe se ne sono andate, svanite; noi siamo stati solo un intervallo nella loro vita, e loro nella nostra” (p. 327)
Updike padroneggia la scrittura in maniera eccellente, in poche righe riesce a riassumere materile sul quale poter costruire interi romanzi o film. Un esempio: “Lui giaceva appoggiato a un gomito e la fissava, e ritrovava la forma della petulante teenager di cui era stato innamorato, coi golfini d’angora in colori pastello e lunghe gonne scozzesi che ondeggiavano per i corridoi tappezzati di armadietti metallici, insieme alla sensazione di essere nuovamente un ragazzo allampanato” (p. 136)

Le Streghe di Eastwick di John Updike, Guanda collana Narratori della Fenice, p. 328, 18 euro, 2008

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