Lettere su SAC 2

Poco fa mi scrive un’amica, una scrittrice, sul suo giudizio vivo nel terrore da quando abbiamo vent’anni entrambi. So già che mi odierà per l’affermazione che faccio nella mia replica quando scrivo “domande da donna”, per fortuna abita lontano e gli pneumatici della mia automobile dovrebbero essere al sicuro.A essere sinceri mi ha già scritto, lo confesso, che: “Io non faccio domande “da donna”, come dici tu, pensavo che mi conoscessi di più! ;-) Era una domanda vera, onesta.”
Ammetto: era una bieca provocazione ;-)
Trattasi di mail che avrebbero dovuto essere private, magari sono sgrammaticate e piene di strafalcioni, ma questa è la dimostrazione che gli scrittori, o aspiranti tali, sono esseri umani che sbagliano e per farvi leggere qualcosa di decente devono impegnarsi, lavorare su grammatica stilistica e lessico. Cioè ci proviamo. Che ci crediate o no, scrivere un libro è un lavoro.
Ecco il carteggio:

from:  P.
to:  stefano cafaggi <xxxxxx@xxx.com>
date:  Sun, Oct 21, 2012 at 10:36 PM
subject:  riflessioni a margine

E’ domenica e ho letto ancora un pezzo del tuo libro.

Mi piace molto, ritengo la tua bravura persin sprecata.
Ma tu ci hai mai provato con le case editrici più grosse?
A me piace molto Ammaniti, per esempio. E credo che tu potresti valere uguale.
Sono pochi in Italia quelli che scrivono davvero narrativa, nel senso più puro del termine, dove c’è solo la storia e l’autore scompare.
E tu sei uno di questi.
Ecco, bisogna trovare una strada che ti porti lassù.
Certo, ci sarebbe da fare un filo di pulizia ulteriore qui e là, ma io sono un po’ maniacale in queste cose.
Faccio un esempio per farmi capire, quando l’ispettore va a prendere la chiave dalle vecchiette a Genova, tu dici che quel rito del tè forse era un rito satanico, qualcosa del genere. Ecco, a mio parere non è necessario dirlo, quelle due vecchiette, l’atmosfera generale che vai creando, è tutto talmente grottesco che il lettore da solo sta pensando che quelle due potrebbero fare un rito satanico invece di prendere il tè. Mi spiego?
E’ come se in alcuni passaggi tu non avessi ancora sufficiente fiducia in te stesso, nella tua capacità di trasmettere un’atmosfera, persino un’angolatura dell’inquadratura!
Se diventi ricco e famoso devi assumermi come tua personal editor!
Certo, il cinema è fondamentale in questo romanzo, ma lo è in tutta la migliore narrativa da metà del 900 in poi.
Ultimo dubbio, io non sono una gran affabulatrice, perchè vuoi che sia io a presentare il tuo libro?! Non credo di poterti fare un bel servizio… io leggo bene, devo dire sempre meglio, ci ho lavorato molto nell’ultimo anno, ma non sono una conferenziera!
Che dici?
Buonanotte
from:  Stefano Cafaggi xxxxxxxxxxx@xxx.com
to:  P.
date:  Sun, Oct 21, 2012 at 11:11 PM
subject:  Re: riflessioni a margine

Non lo so,
non ho voglia di aspettare anni perché venga pubblicato.
Non ho voglia di rincorrere editor nei bar e nelle palestre,
non ho voglia di implorare tramiti e agenti per qualcosa che tanto non esiste.

Il libro c’è, tutti lo possono leggere, tutti possono darne il giudizio che credono.

Non è un problema mio, è un problema degli editori.
Ognuno faccia la sua parte, io scrivo per quel che posso, per quel che mi piace, per quel che mi viene in mente.

Un libro non è bello o brutto perché lo pubblica Einaudi o Feltrinelli,
è bello o brutto a prescindere dall’editore.
Certo, resta l’assioma se to lo pubblica Einaudi significa che vale qualcosa,
se te lo pubblica Gegio er tipografo amico du zio di campagna allora non vale niente.

Ma comunque giriamo la cosa: a me non viene in tasca nulla, almeno pecuniariamente parlando.
Come ho già scritto in altra sede, se Feltrinelli o Mondadori me lo pubblicano stappo una bottiglia,
sarei più felice di un’oca nell’acqua.

Sui tratti che il lettore “può immaginare” hai ragione ma ci sono due elementi,
uno di mercato e uno personale:

1) Già il testo è abbastanza incomprensibile per chi si esalta con Cinquanta Sfumature di Grigio. Ogni tanto qualche spiegazione devo darla, con parsimonia, ma lo devo fare.
2) Potrei mai rinunciare a una “cafaggiata”?

Si scrive per tanti motivi, tra gli altri c’è quello che se mi fa ridere la vecchia nana con il teschio al dito: perchè non me lo dovrei concedere?
Lo so: “cafaggesimo” puro.

Non diventerò ricco, se diventerò famoso non sarà certo per i libri,
detto questo, il posto da personal editor sai benissimo che non devi nemmeno chiederlo: era già tuo.

Il cinema non è che è fondamentale in questo romanzo: il cinema è fondamentale a prescindere.
Ma anche questo è “cafaggesimo” allo stato puro che ben conosci.

Non mi addentro sui motivi perché vorrei che tu presentassi il mio libro,
perché questa è una domanda da donna e qualsiasi risposta sarebbe sbagliata.
Ma se ci pensi, la risposta è già nella tua domanda.
Io sono incapace a leggere ad alta voce, ci sono analfabeti che leggono meglio di me.
Sono pure mezzo dislessico.
Quindi, forse non te ne sei accorta, hai dato tu stessa la risposta.
Potresti leggere brani, frasi, quello che ti piace di più, e quelle diventeranno le domande,
alle quali tenterò di dare delle risposte intelligenti, che poi saranno delle “cafaggiate”
ma ognuno fa quel che può, l’importante che tenti di farlo al meglio.

Al solito non so se ho risposto.
Ma so che in caso contrario, mi perdonarai.
Soprattutto, comincia a pensare ai brani da leggere,
perché, in un modo o nell’altro, prima di Natale una presentazione la facciamo,
che il libro sia stampato o meno.
Sì: anche Jack Torrance ha cominciato così :-) “All work and no play makes Jack a dull boy” (“il mattino ha l’oro in bocca”)
E già, in un modo o nell’altro torniamo al cinema e all’effetto notte,
ma se non fosse per il cinema, non ci saremmo mai consciuti.

ciao
ste

3 comments on “Lettere su SAC 2
  1. Per essere un po’ meno criptici, Jack Torrance è lo scrittore protagonista del libro di Stephen King e del film di Stanley Kubruck: The Shining.
    Jack Torrance sbarella completamente, il libro non lo scrive, e finsce in un laCo Ti sanCue come direbbe Attila Flagello di Dio. Jack, nel film, lo interpreta Jack Nicholson:

  2. Scafax Tanto vale che scrivere qua. Tanto qualsiasi email la pubblichi! La cosa che più mi é piaciuta di SAC é la musica che lo avvolge: parole che fanno rumore; tormentoni rappeggianti + pop & rock. Ciò che ho trovato più destabilizzante è che ci illudi per metà romanzo che la vicenda abbia un protagonista e un senso ma per restare nelle citazioni musicale “un senso non ce l’ha”. Dopo averlo capito (forse tardi) mi ha divertito molto potermi scegliere un progonista e una sua verità – nel mio caso quella della perfida Angelina :-) .

    • Thanks!
      Non è vero che pubblico qualsiasi email, chiedo autorizzazione agli autori, poi se me la negano non gli voglio più bene :-)

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