L’Onda

ondaLo spunto della trama de L’Onda è ispirato a un romanzo di Todd Strasser, libro che prende ispirazione dall’esperimento californiano del 1967: The Third Wave. Semplificando le cose, un professore anarco-punk, “ottimista e di sinistra”,
per spiegare agli allievi come, e quanto sia facile, mettere in piedi una dittatura, dà un’impostazione militaresca agli studenti. I bravi ragazzotti ci si mettono d’impegno e ne nasce una specie di movimento di invasati in camicia bianca. Il film parte da uno spunto interessante: è possibile che in Germania ritorni una dittatura?
La risposta è: sì, e siamo anche piuttosto bravini ed efficienti in un certo genere di cose. Il nodo di maggior fascino è che il gruppetto dalle tendenze nazistoidi almeno in nuce, nasce da un uomo che lo fa a fin di bene, un bravo ragazzo, un uomo di sinistra, un compagno. NOn so se vi ricorda qualcuno. Ma L’Onda non entra a sufficienza su questa aspetto, non è in grado di affrontare questo potenziale dramma esistenziale: crediamo in dei valori ma imbocchiamo la strada opposta.
Putroppo la realizzazione pratica è, per usare un eufemismo, non all’altezza. Regia e fotografia televisive, in german style quindi ci si aspetta che compaiano da un momento all’altro Derrik e il cane Rex. La sceneggiatura è sempre in bilico sul baratro della retorica, incerta tra le tetraggine e il l’allegro college movie d’oltre oceano. Il finale è scontatamente a sorpresa. Gli attori sembrano un po’ avere sempre la stessa verve: in ricchezza e in miseria, nella gioia e nel doloro.
Nonostante le intenzioni alla Gus Van Sant, non sborserei dei soldi per un biglietto al cinema, ma film passabile per una serata a casa.

L’Onda di Dennis Gansel, 107 min., colore, Germiania, 2009.

I dettagli tecnici su IMDB:clicca qui

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