Lucertola d’Autunno, Intervista a Fiamma Petrovich

fiammapetr Fiamma Petrovich è nata a Firenze nel 1969 e vive a Milano. Ha svolto molte attività attinenti ai segni e alla loro (sovra-)abbondanza nella società dell’informazione.
E’ approdata a raccontare storie dopo un battesimo magico.Sito web: Ibrido Blog
Partiamo dal titolo, Lucertola d’Autunno, che mi piace molto. Lucertola d’autunno a Roma, dove il libro è ambientato,
o meglio nella metropolitana della capitale.
La lucertola è riuscita a colonizzare e ad adattarsi alla città, allo stile di vita “verticale” della metropoli, con le sue crepe
e le sue fessure dove nascondersi in caso di pericolo. Quando arriva l’autunno cerca un luogo sicuro e ben riparato nelle cavit
del terreno dove trascorrere la stagione fredda. E in quella stagione è collocata la storia. Il titolo si rivela nell’epilogo:
allude al lucertolone d’acciaio che è il treno.

La metropolitana, si, e l’incidente che il 17 ottobre 2006 ha bloccato Roma.

E’ anche un atto dichiarato di amore per Haruki Murakami: nel suo libro Underground oggetto della narrazione è l’attentato
del 1995 ai treni della metropolitana di Tokyo dove viene sparso veleno liquido da una setta religiosa. Gli eventi vengono ricostruiti
dalla scrittore attraverso le interviste a 40 vittime dell’attentato e ai membri della setta. La mia narrazione dell’incidente alla
metropolitana di Roma del 17 ottobre 2006, invece, pur partendo da un lavoro documentale e dai protagonisti della vicenda,
è un’opera di immaginazione. Lucertola d’autunno può rientrare nella “faction”, cioè nella fusione di fatti di cronaca e immaginazione
su ciò che è accaduto.

Che cosa ti ha colpito di quell’evento?

Il contrasto fra il tempo della notizia e quello del vissuto dalle persone presenti all’evento. La rapida pervasività della notizia
e il tempo dilatato, espanso di assimilazione interiore, della memoria. Questo contrasto si riflette anche nella costruzione dei personaggi
– dal ritmato tic tac del camminare ipnotico per un italo-americano al lento ritorno alla coscienza della giapponese – .
Ogni personaggio, ogni cultura ha il suo tempo di esperienza dell’evento.

Tu vivi e lavori a Milano, ma hai ambientato il libro a Roma. Hai un legame particolare con la capitale?

Ho vissuto a Roma per due anni in momenti diversi della mia vita. Mi serviva questa distanza, questo straniamento dal luogo narrato.
Roma ha inoltre una dimensione cosmopolita molto accentuata a Piazza Vittorio, dove tutto accade, che mi interessa.
E poi c’è un altro aspetto di Roma che mi cattura ed è legato all’acqua. Sono nata a Firenze e sono cresciuta con i
racconti dell’alluvione del 1966, l’ultima di una serie di esondazioni del fiume Arno. Per contrasto, l’antica Roma ha
fornito alla capitale gli acquedotti, le strade, le fognature che la resero, in assoluto, la città meglio servita e
protetta dalle piene. Gli acquedotti romani percorrono decine di chilometri sottoterra, in Piazza Vittorio c’è un
grande rudere di una fontana che testimonia questa importanza. Al centro di Lucertola d’autunno gioco con queste tracce
storiche e il timore dell’alluvione con cui la mia famiglia ha sempre vissuto a Firenze. Infine, mi piace molto l’aspetto
mistico di Roma, la sua dimensione magica, anch’essa resa ben visibile in questa piazza che ospita una porta alchemica.

Questa dimensione magica è molto presente nel libro.

L’informazione, la notizia non è la realtà. E’ troppo concentrata, troppo effimera per darne tante sfaccettature.
Quindi parto da questi elementi di realtà e mi sposto su un altro livello, magico e fantastico, non per dare un senso
alla cronaca, ma per fornire altri elementi di un puzzle complesso che comunque resta misterioso.

Qual è quindi il tuo rapporto con la scrittura?

Scrivere è un atto di obbedienza, per me, è un essere chiamata a farlo e rispondervi con dedizione.

Il tuo libro è pubblicato da Autodafé edizioni.

E’ una piccola casa editrice di narrativa italiana che pubblica romanzi e racconti inediti di nuovi autori interpreti
della realtà sociale dell’Italia contemporanea. Autodafé esordisce anch’essa, insieme con Lucertola d’autunno.

Progetti futuri?

Un libro di viaggi al quale sto lavorando già da due anni– il mio Venezuela magico.

Lucertola d’Autunno di Fiamma Petrovich, Autodafé, p. 128, 13 euro, 2010

Booktrailer clicca qui

Scheda del libro:

Una mattina di autunno un incidente nella metropolitana, all’ora di punta, blocca Roma. Attraverso il riuso della cronaca di questo episodio,
realmente accaduto il 17 ottobre 2006 nella stazione di Piazza Vittorio, l’autrice costruisce un collage della capitale cosmopolita.
Il drammatico evento interrompe la normalità quotidiana di dieci persone, uomini e donne, italiani e dell’est, dell’ovest,
del sud del mondo, che vivono l’esperienza secondo le coordinate della propria cultura. L’ibridazione tra finzione e realt
è portata a compimento attraverso la figura di una giovane giornalista web, coinvolta nell’incidente, che si dedica alla selezione
e collocazione dei tanti materiali raccolti.

One comment on “Lucertola d’Autunno, Intervista a Fiamma Petrovich
  1. Pingback: Fiamma Petrovich – Autodafé Edizioni

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