Maria I

(Author Nunzio)

Maria sorride posando il telefono, la sua amica Chiara che lavora al piano di sotto le ha appena detto che ha un nuovo ragazzo; sorride, ma il suo sorriso si trasforma in una smorfia di dolore. Lei ha 30 anni, non ha più avuto una storia seria da quando aveva 20 anni. C’è stato quel breve periodo con Roberto, lui era stato esplicito: “O me la dai, o tutto finisce qui! E da lì, sono trascorsi 10 lunghi anni.
Eppure lei, pur avendo avuto qualche spasimante, ai primi approcci, sempre accolti male perché la sua timidezza, i suoi pudori che da sempre hanno avuto il sopravvento sulle sue sensazioni, sui suoi desideri, quei terribili anni è ingrassata.
Si vede poco attraente, la sua immensa moralità, i suoi tabù mentali non gli hanno permesso di tirare fuori la donna che c’è in lei, con desideri e voglie nascoste, sopite.
La sua mentalità gretta e moralista le fa giudicare Chiara come una gran puttana: l’ha pensato troppe volte, tante che dovrebbe chiedere perdono all’amica più aperta, più emancipata e di conseguenza giudicata, additata.
A volte pensa anche lei che sarebbe bello lasciarsi andare tra le braccia di un uomo e gioire e godere come una puttana, ma non trova mai il coraggio di lasciarsi andare e soffre in silenzio, anche se a volte pensa che anche i suoi colleghi
sposati sono uomini. A pensarci, il suo capoufficio sono anni che le fa il filo, vorrebbe farsela, e anche lei vorrebbe farsi lui con gioia e senza ritegno né vergogna. Nella sua mente, quegli amplessi vissuti, mai avuti ma sognati, sfiorati, immaginati nella sua camera, nel suo bagno, suo intimo più profondo.
A volte pensa anche lei che sarebbe bello lasciarsi andare tra le braccia di un uomo e gioire e godere come una puttana, ma non trova mai il coraggio di lasciarsi andare e soffre in silenzio, anche se a volte pensa che anche i suoi colleghi sposati sono uomini. A pensarci, il suo capoufficio sono anni che le fa il filo, vorrebbe farsela, e anche lei vorrebbe farsi lui con gioia e senza ritegno né vergogna. Nella sua mente, quegli amplessi vissuti, mai avuti ma sognati, sfiorati, immaginati nella sua camera, nel suo bagno, nel suo intimo più profondo.
Il giorno dopo, con stupore e sorpresa, ad un tizio neanche conosciuto telefonicamente, ma da un articolo sul giornale, la sua amica Chiara usando il nome di Maria e la sua descrizione, ha dato un appuntamento nella piazza della città Venerdì sera.

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