Marilyn

marilynIl libro di Norman Mailer è un’ipotesi letteraria di una possibile Marilyn Monroe. Una specie di romanzo che accetta le norme della biografia. L’autore cerca di catturare la natura di Marilyn. Uno studio che sembra sconfinare nella magia: i fatti vivono, Marilyn è elusiva.

I fatti e i “fattoidi” sono conosciuti. Mailer ricapitola gli errori degli autori delle biografie precedenti e porta avanti alcune delle loro speculazioni. L’abilità di Mailer si manifesta soprattutto nella rievocazione delle relazioni amorose fallimentari dell’attrice – quella con Joe Di Maggio, quella con Arthur Miller, drammaturgo che Mailer demolisce anche artisticamente, e quella con le case di produzione hollywoodiane, colte al loro tramonto (grazie anche alla ribellione di dive come la Monroe). Interessante, infine, la serie di congetture circa il suicidio dell’attrice, le incongruenze legate alla scoperta del suo cadavere e il possibile complotto di destra ai danni di Bobby Kennedy per coinvolgerlo in uno scandalo.

America = Marilyn Monroe, sembra dire Mailer. Parte di quel drammatico disegno degli anni Sessanta costellato da morti e disastri spirituali che vanno dal suicidio di Hemingway all’assassinio di Kennedy e che, “a giudizio retrospettivo, pare non aver fatto altro che condurre Nixon alle soglie del potere Imperiale”. Come il padre di Amleto sugli spalti del castello di Elsinore, Marilyn è lo spettro che si aggira per quegli anni cruciali.

Marilyn di Norman Mailer, Virgin Books, p. 320, 12€, 2012

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