Marinai Perduti

marinaiperdutiUn cargo interrompe il viaggio, gli oscuri traffici dell’armatore costringono l’imbarcazione all’ormeggio forzato nel porto di Marsiglia. L’equipaggio abbandona la nave alla ricerca di altri ingaggi, a bordo rimangono solo il capitano Abdul, il suo secondo Diamantis e il marconista Nedim, quest’ultimo non per scelta ma per destino.
Proprio il destino è l’elemento che guida la narrazione e le scelte dei personaggi. I Marinai Perduti sono uomini arenati sulla terraferma, sognano il mare e come albatros si muovono goffi e maldestri per la città. Il mare è la vita, la ragione stessa della loro esistenza, per dirla con De André: “per la stessa ragione del viaggio: viaggiare”. Quando il viaggio si ferma è inevitabile guardare indietro, al proprio passato, ai momenti felici e agli errori che hanno cancellato quei giorni.
Con un linguaggio moderno, in una Marsiglia anni 90, Izzo rielabora miti antichi, il viaggio di Ulisse si ripete all’infinito, in ogni nave, in ogni marinaio che attraversa il Mediterraneo, per Diamantis “quel mare era occidentale e orientale insieme. Era un unico mare. Unico.” (p. 233) . I viaggi, le donne, gli amori, le navi e i segreti sono ricordi che si sovrappongono alla vita della città. Nei classici nessuno sfugge al suo destino, nemmeno Dimantis, Abdul e Nedim possono sottrarsi a chiudere tutti conti con il passato. Romanzo tragico e senza speranza, dove Diamantis è un’eroe romantico, alle prese con un mondo che non legge più le stelle per trovare la rotta e si affida ai satelliti.

Marinai Perduti di Jean-Claude Izzo, e/o, collana tascabili, p. 277, 8 euro, 2004

,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

%d bloggers like this: