Middlesex

middlesexMiddlesex ripercorre la storia degli Stati Uniti degli ultimi cento anni narrando le gesta di tre generazioni di Stephanides. Calliope è la terza generazione che nasce femmina e si scopre maschio.Middlesex per almeno quattrocento pagine il romanzo affronta una tipica saga di immigrazione e integrazione sul suolo americano di una famiglia di profughi greci, solo nelle restanti duecento pagine si affronta il tema per cui il libro viene pubblicizzato: l’ermafrodito. Con un simbolismo nemmeno troppo coperto, questa ambiguità sessuale è l’occasione per un viaggio nel passato, alla ricerca dell’origine di questo errore. Una ricerca di se stessi che si intreccia con i grandi eventi della storia. Il cambiamento continuo della nazione, delle famiglie e delle persone. In tutto questa ricerca di se stessi, Calliope/Cal scopre che: “[...] la normalità che non è normale. Non poteva esserlo. Se la normalità fosse stata normale, l’avrebbero lasciata tutti in pace. Si potevano mettere tutti quanti comodi e lasciare che la normalità esprimesse se stessa. Invece le persone – soprattutto i dottori – dubitavano della normalità. Non eranon sicuri che la normalità fosse all’altezza della situazione e perciò erano poco inclini a incoraggiarla” (p. 509).
Middlesex è un romanzo osannato come capolavore praticamente da chiunque, personalmente l’ho trovato spesso un po’ scontato, scrittura scorrevole ma temi forse già visti e letti troppi volte. Il povero emigrante che fa fortuna con il contrabbando durante il probizionismo, il venditore di hot dog che crea un impero di salsisicce, i figli della terza generazione completamente sballati dagli anni ’70: un polpettone. Salvo la descrizione della Detroit che crea l’industria dell’auto. La parte veramente interessante sono le ultime ducento pagine dove Calliope scopre di essere Cal e narra la sua singolare crescita.

Middlesex di Jeffrey Eugenides, Mondadori, collana Oscar, p. 602, 10.5 euro, 2004

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