Mister O

Ma perché sopportava tutto ciò? Era l’eterna domanda da consegnare alla Storia.
Forse subiva i racconti di quell’uomo solo per pietà, al mondo c’erano persone più cieche di lui. E nulla cambia nella Storia se un vecchio cantastorie falsifica i fatti, distorce il punto di vista. Gli eroi esistono solo nelle parole dei poeti, al mondo restano gli uomini. Una nuova avventura da narrare davanti ad un bicchiere di vino, e se la saprà raccontare, se il pubblico tremerà di paura, piangerà lacrime commosse o riderà, allora gli pagheranno da bere, magari anche un pasto caldo. Forse era questo il motivo per continuare ad ascoltare, trasformare con le sue parole quello che altri occhi avevano visto e forse vissuto: un’altra storia per un altro bicchiere.

Ed eccolo lì il suo pubblico: un mucchio di straccioni e perdenti, di sbandati alla deriva verso il bancone di un bar sotterraneo. Non li può vedere, ma sente le voci e gli odori, sono perduti in un abisso, ma lui li farà tornare tutti a casa, ognuono sarà l’eroe della propria storia, anche se il viaggio sarà lungo e tortuoso troveranno la loro strada.
Un eterno ritorno di storie, loro parlano, vedono e vivono, lui ascolta e poi racconta le loro stesse vite, e quelli increduli di fronte a personaggi così mirabili, applaudono e sognano di essere come gli eroi narrati dal vecchio, che finalmente prende fiato e scola un altro bicchiere.

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2 comments on “Mister O
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