Nessuno Muore

nessunomuoreUlisse, una volta Odisseo, si fa chiamare “Nessuno”, ormai grasso e solo vive nella sua Itaca. Il palazzo è in rovina, Penelope non c’è più, un uomo solo in compagnia dei suoi ricordi.
Nessuno Muore è un grande romanzo, complesso e agile nello stesso tempo. In primo lugo risponde ad una grande domanda, per quanto ingenua: che cosa è successo dopo? Dopo la conquista di Troia, dopo dieci anni di vagabondaggio, dopo la strage dei proci. Testo molto colto, fitto di citazioni più o meno riconoscibili, ci presenta l’eroe epico sorpreso nel quotidiano della sua vita senza guerre, senza avventure; in preda ai ricordi, alle ossessioni.Da una parte c’è una riflessione sul tempo che passa e trasforma le cose, le persone, i luighi e soprattutto i ricordi.
Odiesso è stato quasi un dio, adesso è solo un obeso crudele ossessionato da se stesso e dal sesso, non si riconosce nemmeno nel suo nome epico, sceglio di vivere come “Nessuno”, una delle sue più celebri astuzie.
“Nessuno Muore” è anche un metaromanzo, che si interroga sull’arte stessa del narrare. Il narratore implicito non sembra essere del tutto affidabile, le sue fonti sono il “sentito dire”, vox populi, spesso ammetto di raccontare i fatti per quel poco che ne conosce, forse non è tutto vero, ma questo è quel che si sa: la storia come viene raccontata.
Spesso sotteso da un’ironia crudele, Nessuno Muore si avvale di un liguaggio alto, degno della materia epica che affronta, ma quando la parola passa ad Ulisse si precipita verso il basso. L’uomo passato alla storia per le sue imprese parla in maniera bassa, volgare, fitta di torpiloqui. Perché una cosa sono le leggende e altra la realtà. Distiguire il mito dall’uomo, la verità dalla menzogna, il giusto dall sbagliato è impossibile.
La leggenda supera l’uomo, la letteratura è superiore a chi la produce. I fatti si confondono, vengono riletti, confutati e confusi nella memoria. Compaiono particolari anacronistici, armi da fuoco e macchine a vapore; cose mai narrante: Ulisse che incontra Enea, perché nel piccolo mondo delle parole tutto e possibile, nell’Olimpo si può volere ciò che si vuole.
Un romanzo che forse può essere apprezzato solo da chi ha amato l’iliade, l’odissea e “l’uomo dal multiforme ingegno”.

Nessuno Muore di Ferruccio Parazzoli, Mondadori collana Scrittori Italiani e Stranieri, p. 244, 14.98 euro, 2001

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