Notte Prima degli Esami

Canzone che tratta i tormenti del giovane studente, fotografati nella notte topica di ogni diciottenne mediamente istruito: esame di maturità. L’abbiamo ascoltata e cantatata commossi e complici, sempre con lo stesso dubbio: ma che significa?
Ballata polimetrica, composta, più o meno, da edecasillibi estremi e settenari
Non ravviso un vero e proprio schema delle rima
Ogni tanto si rintraccia: A-A-B-C-D-D

Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.

Dove e quando appaiano questi singolari virgulti è ignoto, ma l’aspetto più incredibile è il “pianoforte sulla spalla”. Un pianoforte verticale pesa poco meno di 300 Kg, non è uno degli strumenti più comodi da portarsi a braccio per una allegra serata tra amici. Quindi, probabilmente, i giovani sono dei traslocatori di strumenti musicali.

Come pini di Roma, la vita non li spezza,
Non ho grande dimestichezza con i pini di Roma, il verso mi risulta particolarmente ostico.
Ne possiamo dedurre che i pini romani siano particolarmente coriacei, nessuna forza li può abbattere. Nemmeno qualcosa di metafisico come la “vita”. La “vita” assume una connotazione più ampia e negativa, come qualcosa che inevitabilmente “spezza” cose e persone.
Cliccando quì potrete udire una valutazione verdoninana sui pini di Roma (ringrazio l’amico Porg per la segnalazione)

questa notte è ancora nostra.
In questo verso il poeta dichiara di appartenere al gruppo di vigorosi facchini che, in un delirio di adolescenziale onnipotenza, si dichiarano proprietari della notte. L’ovvio senso figurato è che si sentono liberi di fare un po’ je pare. Ma è in agguato quell’”ancora”: il tempo è tiranno, la gioventù se ne adrà, la vita spezzerà i giovani, al contrario dei pini del terzo verso. La forza della natura.

Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
Verso cacofonico e praticamente incantabile, occorrono ore di esercizio. Altissimo il rischio di tranciarsi il primo centimetro di lingua nella chiusura su “avvocati”.
Un paio di idee come facciano le astute segretarie ce l’avrei. Comunque il verso sottintende un paio di concetti francamente discutibili. Si mostra stupore per una donna con gli occhiali che trova un marito, cioè gli occhiali sono simbolo di donna brutta, quindi poco appetibile. Si rincara la dose, la quattr’occhi riesce a sposare l’avvocato! L’uomo di casta superiore!
Allo stesso tempo il verso è confortante: c’è una speranza per tutti. Coraggio cozze.
Questo passaggio non ha nessuna relazione apparente con i quattro versi precedenti. Ma, con funambolica iperbole, possiamo ricondurlo al nostro poeta piegato sotto il peso del pianoforte, livoroso nei confronti dei ritti pini romani, che pensa a uomini facoltosi che non “possiedono la notte” perché sono troppo occupati a spassarsela con donnine miopi.

Le bombe delle sei non fanno male,
Ho scarsissime cognizioni in materia di esplosivi, non ho la più pallida idea per quale motivo le bombe delle ore sei (mattino o sera?) non facciano male. Gli credo sulla parola. Ma che c’entrano le bombe, per quanto innocue, con la notte e i pianoforti?

è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
Viene parzialmente chiarito il mistero delle bombe, ci troviamo al tramonto, che a quanto pare dalle parti del poeta si è usi festeggiare con il tritolo. Non sono nemmeno in grado di spiegare l’incongruenza temporale, nella strofa precedente si parlava della notte, questa strofa riprende al tramonto, presumibilmente del giorno seguente.

Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.
Ed eccoci al momento in cui si chiarisce il contesto: si stanno avvicinando gli esami di maturità, come viene spiegato in seguito. Il poeta è solo nella sua stanza e pensa alla donna amata. Immagine piuttosto efficace che suggerisce un contesto ben più ampio e forse lascivo. Studiare è noioso, c’è una certa ansia per la prova da affrontare, e nel tramonto romano il giovane pensa ad un piacevole diversivo.

Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
Ma ecco che nei sordidi sogni dello studente irrompe l’autorità della famiglia dell’amata. Il suocero raffigurato come Dante: Alighieri, il sommo poeta, colui che forgiò la lingua italiana. Il fratello è visto come il cortigiano Ariosto, eccellente versificatore di corte, il cabarettista della Garfagnana rinascimentale. Il verso ci riporta direttamente sui libri che il poeta sta leggendo per preparasi agli esami. Ne possiamo arguire che non trovi particolarmente simpatici né la poesia, strano per un poeta, né la famiglia dell’amata, raffigurata con questi personaggi dotti, distanti, e austeri. Di certo non aiutano le fantasticherie amorose di un baldo giovane in preda a crisi ormonale.

stasera al solito posto, la luna sembra strana sarà che non ti vedo da una settimana.
Una promessa di appuntamento, il poeta sa che incontrerà l’amata. In un luogo galeotto noto solo a loro. Tuttavia in quella sera particolare perfino la luna sembra “strana”. Non vede la ragazza da una settimana, e come ci assicura una certa tradizione cattolica, determinate pulsioni giovanili conducono a pericolosi danni alla vista, si rischia la cecità.

Maturità ti avessi preso prima,
Entriamo nel pezzo forte della ballata, quello da cantare a squarciagola con l’accendino in mano.
Qui si nota una vaga citazione del grande Pazzaglia: è meglio prendere la maturità un anno prima che farsi bocciare un anno dopo. Mi chiedo, ma prima quando? La grande poesia ci lascia spesso con grandi domande.

le mie mani sul tuo seno, è fitto il tuo mistero.
Finalmente il poeta è riuscito nell’agognato eroico gesto: affonda le mani sulle poppe. E chissà quali altri misteri riserba la fanciulla.

Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,
Per “calzoni americani” potremmo intendere dei jeans, oppure dei bermuda a fiori, comunque cerca di mettere a proprio agio l’amata: le dice di lasciarsi andare al peccato, tanto quello che lei ha da offrire è come i “calzoni americani”: ce li hanno tutti.

non fermare ti prego le mie mani
Implora l’amata di non fermarlo nel suo assalto amoroso, il polipo si è ormai scatenato.

sulle tue cosce tese chiuse come le chiese, quando ti vuoi confessare.
Versi soprendenti. Lei serra le gambe e non ha nessuna intenzione di lasciarsi toccare, e a lui vengono in mente le porte delle chiese. Forse per mia scarsa religiosità, ma non ho mai visto nessuno che, colto da abnorme senso di colpa, si sia precipitato a prendere a capocciate i portoni di una cattedrale per raccontare ad un sacerdote i suoi sordidi peccati.
Ma fuori da un’interpretazione troppo alla lettera, ritornano i sensi di colpa del giovinotto cresciuto sotto limpidi precetti religiosi.

Notte prima degli esami, notte di polizia
Ho vaghissimi ricordi della notte prima, forse non ho dormito come il principe di Condè, ma nemmeno mi risulta che di solito si sfoghi l’ansia da prestazione con cariche di celerini, manganelli e lacrimogeni.

certo qualcuno te lo sei portato via.
Non è ben chiaro se a portarsi via qualcuno sia stata la polizia o la notte. Resta il dubbio più grande: dove l’ha portato? E perché? Vuole dirici che qualcuno è schiattato nell’attesa dell’esame? Maturità di sangue alla Scurati?

Notte di mamma e di papà col biberon in mano,
Evidentemente le altre notti mamme e papà si dedicano ad altro, i figli si nutrono da soli.

notte di nonno alla finestra, ma questa notte è ancora nostra.
Ma per quale motivo al mondo il vecchio dovrebbe stare affacciato alla finestra proprio quella notte? Forse come il leopardiano Passero Solitario guarda, con malinconia e malcelata invidia, i giovani proprietari delle notte. I ragazzi se la spassano, palpano ragazzine, si scontrano con la polizia, e il nonno ormai è costretto a guardare la vita da una finestra.

Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
Il climax sale, la notte di popola di attori giovani, gli attori vecchi stanno nei teatri. E arrivano le pizze fredde. Sia mai che siano calde, prima della prova i cavalieri si autopuniscono. I “calzoni” hanno dubbia valenza denotativia. Incerto se designino indumenti atti a coprire le gambe, oppure tipo di pizza dal contenuto incerto a temperatura fantozziana. In ambedue i casi la pertinenza col contesto è sfuggente.

notte di sogni, di coppe e di campioni.
Ecco un momenti di lucidità del poeta. La prova d’esame è carica di aspettative per il futuro. Ma il delirio riprende immediatamente dopo, il paragone del candidato all’esame con un eroe dello sport ci rimanda ad una prova epico poplare. Ma siamo certi che ce la farà, il podio è lì che lo aspetta.

Notte di lacrime e preghiere,
Il tono ridiscende nuovamente a livelli più prosaici e realistici, le tipiche giaculatorie degli studenti che sperano che la mano divina intervenga a colmare le lacune nello studio.

la matematica non sarà mai il mio mestiere.
E nemmeno la poesia oserei dire, ma la Storia dimostra il contrario. Non è ben chiaro come deduca l’avversione ai numeri. Riassumendo: se la sta spassando con gli amici a trasportare un pianoforte, sprimaccia l’amica, mangia una pizza e da tutto ciò arriviamo alla conclusione che non è in grado di risolvere le equazioni di terzo grado.

E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca,
Che io sappia gli aerei seguono anche altre rotte, indipendentemente dagli esami di maturità. Forse il poeta sta indicando che nonostante tutto la vita continua.

ma questa notte è ancora nostra, Claudia non tremare non ti posso far male, se l’amore è amore.

Il poeta non se ne capacità, sono proprietari della notte, possono fare un po’ quello che gli pare e Claudia, la donna amata, non ne vuol sapere di consumare una biblica congiunzione. Sfodera allora la parola magica di ogni grande versificatore: Amore. E si sa che “Amor, ch’a nullo amato amar perdona”, e quindi Claudia lasciati andare perché ti amo.

Si accendono le luci qui sul palco
ma quanti amici intorno, mi viene voglia di cantare.

Iperobole temporale alla 2001 Odissea nello Spazio . Lasciamo il ragazzino alle prese con libri, esami e reggiseni. Lo ritroviamo famoso e sul palco ad esibirsi. Ha passato la grande prova.
Ha tanti amici intorno, amici che hanno pagato il biglietto per il concerto e, bontà sua, gli viene pure voglia di cantare da tanto è felice.
Si chiarisce tutto: il pianoforte è arrivato a destinazione.

Forse cambiati, certo un po’ diversi, ma con la voglia ancora di cambiare,
E già, il tempo passa, si invecchia, ma l’istinto al vambiamento resta intatto. Ma cambiare cosa? Se stessi? La società?

se l’amore è amore, se l’amore è amore,
se l’amore è amore, se l’amore è amore,
se l’amore è amore.

Trionfale chiusura sulla parola magica, con un grande dubbio nel cuor mio: Claudia si è concessa o no?

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