Occupied City

occupiedcitySecondo capitolo della Tokyo Trilogy che segue Tokyo Year Zero Occupied City è la storia di una sporca guerra sotteranea, di segreti e genocidi a base di armi chimiche. Una guerra che continua dopo la resa del Giappone. Dodici impiegati di banca vengono messi in fila e avvelenati, da questo massacro inizia un’indagine cupa, intricata e confusa. Occupied City è costruito su un coro di voci, voci di morti per lo più, in un intreccio di stili diversi, si va dai rapporti di polizia agli articoli di giornale, dai lamenti delle vittime a veri e proprio deliri dei colpevoli o presunti tali. Questi aspetti stilistici e strutturali sono la parte più interessante del romanzo. A tratti è anche metaromanzo: “Let’s pretend that this book has come, this book not a fiction, and that this book absolves the innocent and accusses the guilty… ” (p. 153). David Peace conferma la sua capacità di creare un ritmo serrato e atmosfere ossessive, nella ricerca impossibile della verità, dove tutto si confonde, Tokyo dilaniata dalla guerra è una “Occupied City” e una “Fictional City” ma anche una “oCcULT CITY”.
Occupied City, pur confermando il talento dell’autore, non è uno dei romanzi migliori di Peace. Il tutto risulta troppo cerebrale per essere avvincente, encomiabile la struttura e il coraggio di scrivere un libro difficile fin negli intenti. Quello che nei romanzi precedenti era un dilaniarsi nella coscienza dei personaggi, nell’orrore della mente, qui sembra più un esercizio di stile, Peace un po’ epigono di se stesso. Speriamo nel terzo capitolo.

Occupied City di David Peace, Faber and Faber, p. 275, 12.99 gbp, 2009

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