Paura e Disgusto a Las Vegas

pauradisgustolasvegasPaura e Disgusto a Las Vegas è il tipo di romanzo che nasce cult prima ancora di essere pubblicato. Romanzo “on the road + Hotel” racconta e distrugge i miti americani in una nebbia di droghe varie e soprattutto allucinogeni. Quasi un trattato sugli stupefacenti, le avventure dei due protagonisti sono sempre al confine tra realtà e finzione, in stile Gonzo Journalism . Letto alla lettera il libro può risultare ostico, incomprensibile e, appunto, disgustoso. Affrontato in una prospettiva di humor nero invece è anche divertente. Insomma per affrontarlo è necessario adottare la visione degli strafatti eroi di questa scombinata vicenda. Sconsigliabile l’uso di acido lisergico per ottenere una perfetta sintonia con i personaggi.

Quest’edizione italiana del romanzo è corredata da note di scrittori nostrani più o meno blasonati: sono straordinarie. Una specie di dizionari sulla cultura e miti degli anni 70 in america e non solo. Le note rappresentano quasi una narrazione a se stante, caso più unico che raro, le annotazioni sono spesso più interessanti della storia. Questa di Baricco sulla valle della morte è deliziosa: “Death Valley. Quaranta gradi minimo, in qualunque giorno dell’anno. Agli americani piace pensare che è vagamente pericoloso attraversarla, perché se ti si ferma la macchina e non hai una ventina di lattine di Coca Cola puoi anche rimanerci secco. Dar loro ragione non costa niente. Comunque: deserto, asfalto, Zabriskie Point, rovi che rotolano e tutte quelle cose lì. Con una musica giusta nell’autoradio, può diventare una cosa che poi racconti.” Terry Gilliam ne ha tratto un film: Paura e Delirio a Las Vegas

di Hunter S. Thompson, Bompiani, collana I Grandi Tascabili, p 270, 8 euro, 2000

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