Singing In The Rain

Ho chiesto da bere. Ero a fianco del ciccione a gambe corte. Mi sono messo spalla contro spalla per controllare. Le mie sono un po’ più lunghe e ho tirato un sospiro di sollievo ( sono un vero baro!).
Osservavo di sottecchi il ragazzo dai denti gialli che aveva preparato quel panino schifoso: per me può fare anche di peggio. L’ho visto poi slacciarsi il grembiule spiegacciato, in un gesto spegnere la graticola, cestinare il mozzicone spento e puntare alla porta. Il ciccione è stato velocissimo e si è messo di traverso, inscenando quasi un balletto col ragazzo che voleva solo sgusciargli via. Mi sono diretto alla porta e ho chiamato permesso. Il ciccione dalle gambe corte più delle mie mi ha dato un’occhiata velenosa ma non ha potuto esimersi dal togliersi di mezzo. Il ragazzo è corso via. Io dietro a passo svelto. Il ciccione ha provato a seguirci ingozzandosi del boccone schifoso restante, ma è scivolato lontano, inesorabilmente: aveva gambe davvero troppo corte. Il ragazzo era già lontano, ma l’ho beccato dopo. Anch’io sono passato a lumare la Rosi, fingendo di dover depositare al guardaroba e poi di avere dimenticato qualcosa fuori, per andarmene. Lo faccio tutte le settimane. Poi sono uscito, un paio di lampioni più in là, nella zona pedonale, ho fatto un “Singing in the rain” e mi sono avviato verso casa. Sognando.

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