Sofia si veste sempre di nero

sofiavesteneroSofia si Veste Sempre di Nero è, al momento, l’unico romanzo di Paolo Cognetti, di solito scrive racconti. In realtà anche in questo caso siamo di fronte a dieci racconti che affrontano lo stesso tema in epoche e, alle volte, con stili e punti di vista diversi. E’ un romanzo di formazione, sulla crescita della tormentata Sofia, dal suo concepimento fino a circa una trentina d’anni.

Cognetti scrive molto bene, tutto scorre senza sussulti, divertente e piacevole, si racconta la storia d’Italia attraverso una famiglia piccolo borghese. Si parte dagli anni settanta fino più o meno ai giorni nostri. Il padre di sofia che fa carriera all’Alfa Romeo, la madre mezza squilibrata che più o meno tenta di fare la pittrice, la zia prima terrorista rossa e poi saggia donna di mondo. In mezzo c’è Sofia che fa la sbandata tra aspirazioni mai portate a termini e uomini improbabili.

Il limite di Sofia si Veste Sempre di Nero è nella tematica, sono un po’ sempre le stesse cose. Tralasciamo il fatto che è sempre colpa dei genitori, probabilmente è anche vero. Ma il dramma di ragazzini mai cresciuti che volano a New York per tentare di diventare degli artisti, lo stereotipo della ragazza ribelle che sta con chiunque con nessuno, prova tutto e niente, non costruisce nulla. Poi ci sono le solite cose sul terrorismo, gli anni settanta, la crisi industriale. Un po’ sempre le solite cose intorno alle quali sembra ruotare tanta fiction italica, senza mai riuscire a stupire o a far male. Ma a parte questo, Sofia si Veste Sempre di Nero è un’ottima lettura in cui molti, inevitabilmente, non potranno che rivedere se stessi e la propria storia familiare, magari con meno drammi e nelle parti di quotidianità familiare.

Sofia si Veste Sempre di Nero di Paolo Cognetti, Minimum Fax, p. 208, 14€ (ebook: 7.99€)

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