Splendido Splendente

splendidosplendenteRacconto lungo che ripercorre trant’anni di storia italiana alla luce, o all’ombra, di Moana Pozzi. Non ci troverete nulla di pruriginoso, nessun effetto viagra: solo la cronaca della vita di un ragazzo qualunque che ha avuto come amica, a tratti amante, la procace pornostar ligure.
Splendido Splendente ricorda molto da vicino un edulcorato Porci Con Le Ali, tuttavia la voce narrante è sembra osservare tutto a distanza, senza farsi coinvolgere troppo, si lascia trasportare dagli eventi, spettatore senza giudizio. Un protagonista alla deriva dei tempi che cambiano,
passa dall’estrema sinistra al PSI di Craxi, gli anni 80 gli portano fortuna e turandosi il naso incassa soldi: un vero socialista rampante della “Milano da bere”.
Molto vicino come tematiche a Dies Irae di Giuseppe Genna, anche in questo caso tutto è più leggero e poco sofferto. Come per Genna gli anni 80 milanesi culminano nella piramide di Panseca, il segretario socialista in un bagno di sudore indica la via del futuro, poi arriverà Mani Pulite.
Se per Genna l’italia finisce nel pozzo artesiano di Alfredino, per Guerrerio gli orfizi sono quelli della pornostar: il corpo di Moana, la vita di Moana, come allegoria di un’epoca, un mondo che cambia, un’Italia che si modernizza ad un prezzo altissimo. Il prezzo della Pozzi è la vita, quello degli italiani fate voi i conti.
Se il libro non presenta particolari novità, ci sono tre righe che svelano una specie di grande complotto della Storia italica: “[...] Bettino si è rabbuiato e ha cercato di parlare con il proprietario delle televisioni che in fondo è proprietario per conto di terzi ma quello piccolo com’è non si vedeva ed è scomparso nella folla e nessuno è più riuscito a ritrovarlo [...] ” (p. 67)ciò che molti maligni solo immaginavano in Splendido Splendente è dato come verità.
Il racconto è piacevolo, a tratti interessante, la descrizione del sabato pomeriggio milanese delle famiglie paninare e de “il Teatrino” sono i punti letterariamente di un certo interesse. Putroppo il tutto è funestato dalle scelte stilistiche. L’autore ha optato per l’avanguardia un po’ stantia e scrive senza punteggiattura, un po’ alla Nanni Balestrini e alla Dalton Trumbo, putroppo in questo caso la scelta mi sembra del tutto gratuita e fuori luogo. Il testo non scorre per niente, è necessario mettere le virgole, punti e doppi punti da soli. Poiché non amo particolarmente l’enigmistica non lo trovo divertente; lo so: sono un parruccone. Ci sono un paio di paginette con punteggiattura: quelle “scritte” da Moana. Forse si vuole dire che la pornostar era l’unica che sapeva quello che stava facendo, sarà ma è un po’ poco per giustificare il tutto. C’è anche qualche svarione, almeno se non mi sono perso qualcosa: nel 1985 Moana (p. 48) si lancia in un ardito ragionamento sul sesso cita Basic Instict con Michael Douglas, ma che io saappia il film è del 1992.
Concludendo: leggibile. Ora vado a cercare i film di Moana, ricordo di gioventù, e rivedrò Boogie Nights.

/Splendido Splendente, Romanzo per Moana di Ivan Guerrerio, Agenzia X collana Book, p. 105, 12 euro, 2009

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